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Calendario

17. Domani 18. Sai, il mio calendario è sulle gambe, nelle mani tagliate dai silenzi dove i giorni sono piccoli indiani stanchi appesi al soffitto delle tue geografie – segno sulla schiena l’andare venire       tornare              partire non ho nostalgia di una parola mancata, ma di quel restare lieve che fa di due lo […]

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Ematoma

Prendo nota delle mie inadeguatezze. Le segno sul seno, la geometria fisica del blu è la penna che il corpo riconosce – la tua misura diventa sul lobo memoria, ti ho detto a me non da fastidio quando il gioco (lento) si fa lacerazione mi chiedo perché resto – mi chiedo perché sono, io che […]

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Gratiarum Actio

Ecco, oggi ti ringrazio. Ti ringrazio per il piatto non mangiato per il vino non bevuto, i brindisi col fioretto nell’armadio. Ti ringrazio per le attese, quelle lunghe della festa – grazie a mente piena, grazie tante a pelle gonfia. Ti ringrazio per il tempo sola, per la voce che mi basta e per gli […]

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Burja

A sorsi godo delle nuvole – ti ho nel vento d’increspatura sottile, non mi fido delle spalle quando (a sostare dopo gli atti) denudano tracce e rigurgitano sale, ma qui la schiena storta è la mia che si scioglie di notte mentre bora ride alla finestra nel breviario del bianco. Ad ascoltare quel corpo avresti […]

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Gabbie (di sera)

Mi sono chiusa dentro la sera, acciambellata nella forma della luna a fare di un tempo un’abitudine – ho ascoltato i tulipani dirmi le strade del vento e gli incroci delle api, ma il profumo è solo bugia di luce e il cuore digerisce la solitudine se il sole si ricorda di sorgere – dove […]

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Danze di Notte

Ho chiesto alla notte dove sia nascosto il tuo nome, le mani d’ombra di un ramo alla messa d’inverno raccontano gli spazi fra volo e caduta – sola, la voce a sillabare silenzi in quest’urna di piume… io (che del nido ho la dimensione del buio) come posso sapere il più bianco canto d’allodola? E […]

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Dedicata.

Il mare mi ha dato naufragare di spazi e memorie, rigurgiti nel cuore che sale alla gola – ho chiesto all’Isonzo di levigare il mio letto, ogni volta ogni sorso d’uomo è origami nel ventre che s’asciuga. il fiume mi ha fatta, il fiume mi ha presa ho imparato ad esser di terra – creatura […]

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Il gioco del silenzio

Ho chiesto al bianco il gioco del silenzio, mi ha risposto catene di buio inchiodate al respiro – affogare da svegli dopo un sogno diffuso, non ricordavo che perdere spremesse il cuore a nidi d’inchiostro. [GRS]

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Saliscendi

È un corpo a corpo di lontananze estese fra un mare e un altro – un addio di porcellana, talea di due che vengono e vanno scalza sono salita – non lampeggiano le fermate in questo tram a sedili svuotati. [GRS]

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Passi

E i passi che abbiamo contato quando il silenzio era lo spazio – o l’anarchia – fra due distanze, i passi che ricordo avevano il tempo di un altro Chopin. E il mio vizio d’essere in anticipo cresceva con te d’Amore lucciole in Inverno. [GRS]

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