Sul comodino a sinistra

Un pezzo di cuore
ho lasciato
sul comodino a sinistra –
l’unico,
coperto di giorni.

L’ho cercato al mattino –
avevo in tasca
le mani fredde del vento,
ha riso la notte
trovandomi china ai suoi angoli.

Ho chiesto
a uno spigolo d’alba
di farsi Sole,
mi ha dato variabili
e mappature celesti,
direzioni
alla tua soglia di terra.

L’ho trovato alla sera,
accucciato
fra il braccio e un cuscino –
l’ho ripreso,
il mio pezzo di cuore,
sostava
fra il profumo del cielo
e l’odore del mosto…
solo per uscire

e lasciarne indietro
un pezzo più grande.

 

[GRS]

Se una notte d’estate

Ho abbandonato
il corpo alla terra –

era di fermo,
mentre il paese scendeva
e le nuvole lasciavano il giorno.
Le strade erano gialle,
la luce delle voci
che chiama d’estate
e il tabacco assordante –
noch eine Entschuldigung,
la signora e le vetrine
e le cicale in controtempo.

Ho dimenticato,
forse ho ricordato.
Ho aspettato il mare,

la salsedine sa di rame
quando
(a guardarti)
restano le lucciole.

[GRS]

(Ri)percorsi.

Voli pindarici per vertigini da terra.

Ho ripreso in mano la penna da un paio d’anni (il perchè e il percome sono molto romantici e malinconici, quindi li risparmierò ai più), ed è esattamente da quando ho lasciato libere le parole che questa frase mi ronza nel cervello.
Ne ho fatto il mio motto: è diventata l’intestazione del blog, la frase di stato che uso su whatsapp, il retro dei miei biglietti da visita… un giorno mi è entrata in testa, sottile, e non se n’è più andata.

Ho la netta sensazione che in questo verso ci sia tutta me stessa, eppure… ad oggi, non so cosa cazzo voglia dire.
Proprio non lo riesco a decifrare.

La scrittura a volte precede il nostro pensiero, così sarà che un giorno – più o meno lontano – mi ritroverò con queste parole ancora fra le mani e, improvvisamente, il loro significato mi sarà chiaro.
Nel frattempo, anche oggi che il blog ha subito una rivisitazione grafica, sono l’unica cosa di “ieri” che porto avanti a “domani”.

In questi mesi Mommy to Go! si è trasformato: è cresciuto, per far spazio ad altro… ed è per questo che negli ultimi giorni ho deciso di fare qualche cambiamento netto, a partire dal nome.
Il blog ha mantenuto i suoi colori tenui e l’amore per il b/n ma ha preso un indirizzo più deciso in ogni senso: è cambiata la URL, che diventa gaiarossellasain.comnuovi progetti stanno prendendo forma ed è giusto dar loro spazio e una base univoca di partenza e raccolta.
Spero di non perdere con questo nessuno di voi: i potenti mezzi della tecnologia moderna dovrebbero mantenere i link intatti.

Insomma, per farla breve: oggi inauguriamo non tanto una nuova veste grafica per il vecchio Mommy to Go!, ma la pagina personale di Gaia Rossella Sain.
Buona lettura!

Profumo di Sorriso

Profumi di sorriso –
di nuovo,
in quel buio nascosto
dove sono maestosi i cipressi
a incorniciare memorie di pioggia e sale.
Dove altri passi
(passi di bambina,
sperduta in ombre cadute)
rincorrevano maschere di gioia
dipinte d’ossidate lacrime nude,
si rinnovano passaggi di sole
oltre il colore del silenzio.
Sentieri di comprensione
intrecciati a parole di pace –
profumo di sorrisi
nel tuo abbraccio di rose e girasoli.

 

GRS

Il profumo dell’erba

Ricordi
il profumo dolceamaro dell’erba
nel verde dei suoi giorni puliti,
quando ti vesti di sorrisi
per accogliere lacrime storte –
pellegrine di mondi
costruiti su travi di memorie lontane
dove notturni rondò suonano ininterrotti
e la voce si fa segreto d’ombre.

Sarai il bianco candore
su tele di rose nere,
mentre petali si fanno pietra –
indecisi al sorgere del sole.

 

GRS

Sere dormienti

Mi sussurri di pace
nella morbida penombra
di sere dormienti,
tu che di nuovo ti adorni
e di ingenua dolcezza respiri.
E resta l’antico fra i passi d’autunno,
intriso di memoria
il suono d’argento di musiche
deposte nella fortezza della mente.
Dove,
(nel tempo dei ritorni)
maturino e rinascano
mondi e risposte,
al mio giorno non è dato sapere.

 

GRS

Mani di Donne

Siamo figlie
di luci e di ombre,
dei colori spettrali di vetri opachi
nella vana pace d’un vuoto rovente.
Plasmano argilla e ricami di seta
mani di donna –
di donne,
nel ventre del tempo.
In agguato rimandano spettri di ieri
il riflesso della memoria,
ma è alba ancora…
faremo dei nostri giorni
il vissuto del Sole.

 

GRS