Danze di Notte

Ho chiesto alla notte
dove
sia nascosto il tuo nome,
le mani d’ombra di un ramo
alla messa d’inverno
raccontano gli spazi fra volo e caduta –
sola, la voce a sillabare silenzi
in quest’urna di piume…
io
(che del nido ho la dimensione del buio)
come posso sapere
il più bianco canto d’allodola?

E tu
(spettro del tuo stesso stare)
dimmi quella nota diffusa,
lieve a tessere l’aria
quando il porto è la terra –
dammi la misura,
e la meccanica
dei corpi all’epifania del piacere,

nel nostro sfiorare la sera
di calici e trapezi,
c’è il tempo di un uomo
o il tepore di donna –
il dado sfacciato
dell’equilibrio che danza sul cuore.

[GRS]

timelapse

Quella bambina
soprammobile –

oggi
ti ho sentita dentro all’andare dell’alba,
nel giocare del sonno
che va verso il giorno
ho dato al vuoto le spalle
e il tuo canto bianco ha chiamato la veglia.

Forma di cera,
ho ricordato le dita
miagolare al buio
per chiedere una stella –
questa torre di sassi
è la sera
che macina i sogni,
al mostrarsi del Sole
scolorano
draghi e principi azzurri
e piene le mani
sciamano cieli – di nuovo.

[GRS]

Onde

Due anni e un giorno
e schegge di secondi
sul banco della notte,
il quadrato delle tue parole
si spiaggia in castelli di rabbia –
hai chiesto al mare
un tempo e un sogno,
ma le onde vanno e non sanno tornare
e il rame s’è fatto bianca spuma

nel parcogiochi di conchiglie
aspettiamo l’ultimo taglio,
quando l’allodola chiamerà l’alba
avremo dimenticato il sangue
e forse
rideremo nei disegni dell’acqua.

[GRS]

Fra le mani

Sordi agli occhi

di vento s’inchinano

i tronchi

alle castità d’Inverno –

si piega una piuma di gelido volo,

bianca

nel vapore d’un sole che muore.

 

E stretto il viver qui resta –

ancora cercando,

come l’onda sospesa fra chicchi di fumo,

quella mano fra le mani…

quella mano nella mano.

 

[GRS]

Pensieri Nascosti

Pensieri nascosti
nell’ultimo angolo di memoria,
l’alba schiude porte
e indebolisce barriere –
era nostra l’alba,
di quel lampione che
(ricordo)
come faro spegneva la notte
e iniziava la strada,
la lontananza
nella distanza
di orologi interminabili,
che sordi richiamano ancora
i loro minuti dispersi nel mare.
Inutili crocifissioni d’idee
nel mutare inconsapevole
di un tempo che
– a tradimento –
ritratta melodie e incanti…
statue d’argilla ridono di noi
sulle spiagge oscure
di quello stesso mare,
dimenticato
dai loro invisibili scultori.

 

GRS

Inquietudine

Ciocche di capelli,
d’altre nascoste nudità.
Nell’inquietudine
sibilano violini,
di teatri architravi pizzicate
in visioni di domani –
dove sei altrove,
e nell’apparire ricordi passione.
Rubarti un bacio
per disperdermi in sogni
che sono l’incubo perenne
di silenziose orchestre.
Concerto in ombre minori,
pianoforte solo.

 

GRS