Bianconiglio

Stanotte
vorrei che il cielo mi aspettasse,
alla fermata d’autunno
dove siamo a lancette spente
e il tram ricorda la via d’arancio.

Vorrei che fosse pioggia
e non solo guance,
la dimensione del vento
a saldare ematomi
quando la cura è l’attesa
e scalzi
i passi sorgono alla luna.

Ho chiuso la luce in un cilindro –
sarà il coniglio di un mago
o l’ultima stella
a brindare con i miei spazi vuoti.

Stanotte,
per un’altra notte –
vorrei che mi aspettasse,
il cielo.

[GRS]

Di haiku, e non.

Così anche l’evento di sabato pomeriggio è andato, accompagnato dai laghi e dal vento dispettoso che ha portato voci e tanzaku lontano.
In occasione del festival Strofe dipinte di Jazz 2016, che da anni ormai vivacizza l’estate in quel di Romans d’Isonzo, sabato 16 luglio ci siamo trovati a chiacchierare e a leggere di haiku e non solo.
Con Andrea Cecon, Valeria Simonova-Cecon, Elisa Bernardinis e Gaia Rossella Sain (ovvero, io).

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Grazie a chi ha partecipato – ed eravate tanti!
Grazie a chi ha organizzato e ha reso il tutto possibile: Anisia, Ilaria, Gianluca… solo per citarne alcuni, parte di uno staff vivace e disponibilissimo.
Grazie a chi ha scelto di farsi scegliere dalle nostre parole, raccogliendo i nostri haiku appesi al cerchio d’alberi che ci ha ospitati.

Scatti misti dal pubblico: grazie ancora, arrivederci alla prossima lettura!

Temporali

Il cielo percuote la strada.
L’ira
nell’indifferenza di lampi
scagliati da elettriche mani distanti,
(come forche come artigli)
alabarde divine
a trafiggere la pace della notte.

Come amanti improvvisi
scuotono il mondo
– ladri di quiete –
e fuggono la stasi
di quadri e acquerelli scoloriti –
ancora follie
nella pioggia d’ottobre.

 

GRS

Non hanno gli occhi

Le nostre mani
non hanno gli occhi,
gli occhi per guardare
il lento sfaldarsi dei sentieri del mondo
quando le rughe amare di antichi sorrisi
spengono
il tempo di cieli stinti
ornati dal sole di maggio.
Gli occhi per vedere –
al filo di arcolai avvelenati
si legano stoffe macchiate d’artifici,
arazzi di nulla
oltre le aride cornici
di immobili giorni d’Autunno.

 

GRS

Contorni di Vetro

Contorni di vetro,
come linee d’acqua gelata
nel freddo riflesso di notti assordanti –
nel silenzio del loro vuoto,
nel gelo del loro nulla.
Bianche testimonianze di voci,
su uno specchio muto
che oggi tradisce immagini di noi.
E bagliori d’autunno restano –
su uno specchio muto,
ancora
in cerca di sole*.

 

GRS

 

Testo liberamente ispirato dalla poesia Mirror di Eufemia Griffo.
L’ultimo verso, *in cerca di sole, diretta citazione del testo da cui sopra.

Equinozio

Dove poggiano farfalle,
viveva l’estate.
Al risveglio dell’alba
è di fredda bruma il balcone,
controsensi di tiepido sole
dove pungono i rami sottili
d’un aria che sfiora di sussurri
il mutare dei colori.
Intimi ricami di malinconia
nelle fragili ombre d’alberi
come scheletri di petali passati,
margherite che gialle toccano il cielo
come ultimi baluardi di luce.
Un abbraccio di profumi,
come un tacito arrivederci
sospeso
nei sentieri d’un dorato equinozio.
Rinasce il tempo,
dove poggiano farfalle.

 

GRS