Danze di Notte

Ho chiesto alla notte
dove
sia nascosto il tuo nome,
le mani d’ombra di un ramo
alla messa d’inverno
raccontano gli spazi fra volo e caduta –
sola, la voce a sillabare silenzi
in quest’urna di piume…
io
(che del nido ho la dimensione del buio)
come posso sapere
il più bianco canto d’allodola?

E tu
(spettro del tuo stesso stare)
dimmi quella nota diffusa,
lieve a tessere l’aria
quando il porto è la terra –
dammi la misura,
e la meccanica
dei corpi all’epifania del piacere,

nel nostro sfiorare la sera
di calici e trapezi,
c’è il tempo di un uomo
o il tepore di donna –
il dado sfacciato
dell’equilibrio che danza sul cuore.

[GRS]

Sul comodino a sinistra

Un pezzo di cuore
ho lasciato
sul comodino a sinistra –
l’unico,
coperto di giorni.

L’ho cercato al mattino –
avevo in tasca
le mani fredde del vento,
ha riso la notte
trovandomi china ai suoi angoli.

Ho chiesto
a uno spigolo d’alba
di farsi Sole,
mi ha dato variabili
e mappature celesti,
direzioni
alla tua soglia di terra.

L’ho trovato alla sera,
accucciato
fra il braccio e un cuscino –
l’ho ripreso,
il mio pezzo di cuore,
sostava
fra il profumo del cielo
e l’odore del mosto…
solo per uscire

e lasciarne indietro
un pezzo più grande.

 

[GRS]

Bozzetti

Indietro
ho lasciato il tempio delle attese –
corridoi
di mani di spazi
(misure infinitesimali)
e il respiro
un sorso di vuoto,
un cappio
allacciato all’acqua.
Ho aspettato il mare,
ho guardato –
le onde
scalze
riposavano fra le dita.

Ed io sola
sono pezzi di cielo,
oggi –
ho voluto
azzurro
un letto di nuvole,
per far l’amore
dove le stanze fermano il giorno
e le tue mani di terra
scivolano
note di camomilla.

[GRS]

Una scatola per il tramonto

C’era il cielo
e il riflesso di una foglia –

ho provato a coglierlo,
ho preso una scatola per il tramonto,
grande abbastanza
per tutte le nuvole
e per gli ultimi girasoli
appesi all’orizzonte –

forse
resta anche spazio per i silenzi,
i miei
colorati di rosso –
le guance come le bambine.

Una scatola di cartone
e il cielo dentro,
come se fossimo ancora ieri –
per mandartela,
perché a sciogliere il nastro
ti regali la notte.

[GRS]

Di haiku, e non.

Così anche l’evento di sabato pomeriggio è andato, accompagnato dai laghi e dal vento dispettoso che ha portato voci e tanzaku lontano.
In occasione del festival Strofe dipinte di Jazz 2016, che da anni ormai vivacizza l’estate in quel di Romans d’Isonzo, sabato 16 luglio ci siamo trovati a chiacchierare e a leggere di haiku e non solo.
Con Andrea Cecon, Valeria Simonova-Cecon, Elisa Bernardinis e Gaia Rossella Sain (ovvero, io).

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Grazie a chi ha partecipato – ed eravate tanti!
Grazie a chi ha organizzato e ha reso il tutto possibile: Anisia, Ilaria, Gianluca… solo per citarne alcuni, parte di uno staff vivace e disponibilissimo.
Grazie a chi ha scelto di farsi scegliere dalle nostre parole, raccogliendo i nostri haiku appesi al cerchio d’alberi che ci ha ospitati.

Scatti misti dal pubblico: grazie ancora, arrivederci alla prossima lettura!

Fogli di Spiaggia

Dubbi corrodono
i sentieri del mare,
la strada crocifigge il suono
di onde amaranto –
rilegate
su storie di caos e poesia
pagine di sabbia
sorseggiano vuote conchiglie.
Reti si schiudono
ai colori d’oriente
nel metro di passi
assorti in riflessi lavanda –
fogli di spiaggia
intonano ricordi sconnessi.

 

[GRS]

Fotografia di Dario Tronchin.