Citando Tosatti…

In ogni città serve un prete, un sindaco, un farmacista e un panettiere. Negli anni ho capito che serve anche un artista. Che nessuna città senza artisti è mai sopravvissuta. O forse ancora di più, che nessuna città senza artisti è mai vissuta.

Il lavoro dell’artista è un servizio necessario, e metterlo per iscritto sembra quasi un’eresia. Credo siano i rallentamenti e le accelerazioni le uniche motivazioni che ci fanno aver bisogno di pregare, di costruire una città in cui poter tornare, di curarci se stiamo male e di mangiare se abbiamo fame. E credo anche che gli artisti siano gli allenatori del cuore, quelli che aiutano ognuno a trasformare il rumore monotono di un battito costante in una sinfonia umana.

Gian Maria Tosatti

Poesia di Gaia Rossella Sain

Poesia di Gaia Rossella Sain.

 

Giallo.

L’assurdo
è nei cieli dipinti di giallo.
Sulle strade fitte di nomi
e vuote di senso,
nei pensieri storti e rugosi
che incendiano anfore e cantilene…
ha il sapore deserto
di un pallido gin allungato,
quella franca disperazione
che – anarchica e sporca,
elude la ragione
e muta ci mette a nudo.
È nei cieli dipinti di giallo
che si stempera… vivo,
il silenzio dell’assurdo.

Il mestiere di vivere

Una beffarda legge della vita è la seguente: non chi dà ma chi esige, è amato. Cioè, è amato chi non ama, perché chi ama dà. E si capisce: dare è un piacere più indimenticabile che ricevere; quello a cui abbiamo dato, ci diventa necessario, cioè lo amiamo. Il dare è una passione, quasi un vizio. La persona a cui diamo, ci diventa necessaria.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)