I Veg-Reunion Volontari del Festival Vegetariano

Dopo cinque edizioni svoltesi a Gorizia dal 2010 al 2014, il Festival Vegetariano si ferma. L’edizione 2015 della manifestazione, organizzata dall’Associazione Eventgreen e promossa da Biolab, è sospesa, preso atto delle condizioni di incertezza che circondano l’evento.WP_20140704_10_02_20_Pro

Quando, il 16 gennaio, dalla pagina ufficiale del Festival Vegetariano sbarca questa notizia shock, tutte le community green si trovano spiazzate: un evento di così grande interesse e pregio per la nostra regione, che da anni ospita personalità ed eventi di spicco, sembra sfumare all’orizzonte.

“Non possiamo affrontare di nuovo un simile sforzo economico che ricade, in massima parte, sulle spalle dell’associazione organizzatrice e del soggetto promotore”, afferma Massimo Santinelli, presidente Eventgreen.
Non ci sono abbastanza fondi per mantenere viva, e all’altezza delle precedenti edizioni, una manifestazione che ogni anno è cresciuta esponenzialmente, passando dai pochi stand delle Casermette nel 2010 alla cornice da favola del Castello di Gorizia nel 2014.

Nei giorni seguenti a questo triste annuncio, le voci di chi negli anni ha organizzato, lavorato, partecipato…, si trasformano da un brusio sommesso di perplesse lamentele a un accorato richiamo sull’onda del vecchio detto l’unione fa la forza.

Veg-selfie!
Veg-selfie!

I Volontari non ci stanno.
L’edizione 2014 ha contato circa 80 volontari ufficiali, persone d’ogni età e background che, con un sorriso sempreverde e totale disponibilità, hanno perorato la causa del vivere bene in linea con principi di etica, salute, empatia verso il mondo, rispetto, sana alimentazione. Volontari che, lavorando ogni giorno in ogni angolo di Festival, hanno iniettato la loro grinta e il loro entusiasmo in un evento che ha coinvolto migliaia di persone ogni anno… volontari che sono una famiglia, che hanno ormai legami di amicizia ben oltre i chilometri e le differenze di età.

Proprio in onore di questa grande famiglia, per rinsaldare rapporti umani e ritrovare sorrisi e volti amici, sabato 31 gennaio si è tenuta a Gorizia la prima Veg-Reunion dei Volontari del Festival Vegetariano.
Si respirava aria di casa, come sotto i tendoni di Piazza Vittoria nel 2013 o fra le stradine del Castello nel 2014.

IMG_6017
Volontari in Musica. Simone e Kristjan in duo chitarra e voce.

Difficile credere che questa manifestazione debba chiudere i battenti… oserei dire quasi impossibile, se non vivessi in una realtà cittadina dove personalità di pregio, ma “diverse” dalla massa, devono trovare spazio altrove, ed eventi di valore si vedono coperti dall’impeto famelico volto all’universo del “bevi bevi magna magna”.
Questa “realtà cittadina” goriziana, rappresentata da amministrazioni che son sempre pronte a dire e ben meno propense a dimostrare, si è subito mossa per sbandierare, a scanso di equivoci, che provvederà in ogni modo affinché il Festival possa tenersi anche quest’anno.
Noi intanto siamo qui, e qui resteremo… e vedremo, un po’ incrociando le dita e un po’ muovendoci in prima persona per mantenere viva l’attenzione su uno stile di vita il più possibile cruelty free ed eco-friendly.

Go green!
Go green!

Del resto… io sono per natura un’inguaribile ottimista: spero di rivedere queste atmosfere anche nel 2015 sotto la bandiera della VI Edizione del Festival, come se nessun dubbio ci sia mai stato… perché questa è una manifestazione per tutti e di tutti, non solo per chi ci crede ma anche (e soprattutto) per chi vuole avvicinarsi ad un modo nuovo e sereno di percepire la realtà che nasce, vive e cresce attorno a noi.

Se lo stop del Festival Vegetariano sia una triste verità o una tattica economico-politica per risvegliare l’attenzione del pubblico, a noi non è dato sapere.
Quello che tutti i Volontari sanno, però, è che un evento simile porta ogni anno una ventata di positività ed energia ad una cittadina che si sta lentamente spegnendo… ed è per questo che tutti noi mostriamo con il sorriso le nostre bandiere da Veg-Team: in fondo, maglietta o non maglietta… citando il nostro Gregh, “siamo proprio un bell’orto”!

Sorrisi sempreverdi!
Sorrisi sempreverdi!

Il Grattacielo

Skyscraper
Photo credit: F.R.J. photography.

Vista in sezione, la struttura sociale del presente dovrebbe configurarsi all’incirca così.
Su in alto i grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici che però sono in lotta fra loro; sotto di essi i magnati minori, i grandi proprietari terrieri e tutto lo staff dei collaboratori importanti; sotto di essi – suddivise in singoli strati – le masse dei liberi professionisti e degli impiegati di grado inferiore, della manovalanza politica, dei militari e dei professori, degli ingegneri e dei capufficio fino alle dattilografe; ancora più giù i residui delle piccole esistenze autonome, gli artigiani, i bottegai, i contadini e tutti gli altri, poi il proletariato, dagli strati operai più qualificati meglio retribuiti, passando attraverso i manovali fino ad arrivare ai disoccupati cronici, ai poveri, ai vecchi e ai malati.
Solo sotto tutto questo comincia quello che è il vero e proprio fondamento della miseria, sul quale si innalza questa costruzione, giacchè finora abbiamo parlato solo dei paesi capitalistici sviluppati, e tutta la loro vita è sorretta dall’orribile apparato di sfruttamento che funziona nei territori semi-coloniali e coloniali, ossia quella che è di gran lunga la parte più grande del mondo. Larghi territori dei Balcani sono una camera di tortura, in India, in Cina, in Africa la miseria di massa supera ogni immaginazione.
Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra, andrebbe poi rappresentata l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali…
Questo edificio, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato.

Skyscrapers
Photo credit: sakeeb.

Questo brano, intitolato Il Grattacielo, è stato scritto nel 1933 dal filosofo tedesco Max Horkheimer e fornisce un’acuta rappresentazione della società a lui contemporanea. Dopo ottant’anni esatti si potrebbe sperare di poter apportare a questa visione del mondo degli appunti positivi su traguardi raggiunti verso il benessere dell’uomo e degli altri animali… e invece poco è cambiato, anzi in molti ambiti – soprattutto sul fronte della liberazione animale – la situazione è peggiorata perché l’industria ha fatto passi avanti ma l’etica non ha fatto altrettanto; la fascia sociale della “borghesia” è aumentata e con essa sono aumentati i consumi di carne e pesce, considerati simbolo di benestare.

Riusciremo mai a raggiungere il sogno utopico di una società in cui nessun essere senziente debba soffrire per il puro e semplice gusto di sopraffare chi è più debole?

Pensiero del giorno… anzi, pensiero di ogni giorno.