Le Parole più Belle

Venerdì 26 maggio, per chi avesse piacere, andrà in onda la puntata della trasmissione televisiva “Le Parole più Belle” dedicata alla mia poesia e alla silloge Di Nuvole e Lontananza.

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Ringrazio di cuore la curatrice del programma, Anna Apollonio, persona davvero squisita che mi ha fatto sentire a casa e con la quale abbiamo scambiato una piacevolissima chiacchierata.
Grazie anche a tutto lo staff che ha lavorato alla registrazione e al caro amico e poeta Salvatore Cutrupi, sempre presente.

La trasmissione andrà in onda su TV Koper Capodistria venerdì 26 maggio alle ore 20.30 e in replica domenica 28 maggio alle 17.20 e giovedì 1 giugno alle 15.15.

Di seguito le coordinate per trovare il canale – la trasmissione sarà comunque disponibile in streaming sul sito dell’emittente televisiva TV KOPER Capodistria già dopo qualche ora dalla messa in onda di venerdì.

I programmi di TV Capodistria si possono seguire via satellite sempre su Hotbird -13 gradi est, utilizzato dalle maggiori stazioni televisive:
Frequenza: 12.520 Mhz;
Polarizzazione: Verticale;
Symbol Rate: 27.500;
FEC: 5/6;
Codice di identificazione: TV K-C
Sulla piattaforma satellitare italiana Tivusat al canale numero 74.
Per gli abbonati Sky che desiderano vedere anche tv Capodistria, basta che dal decoder Sky selezionino la voce del menù “altri canali sat” e attivino la modalità di “ricerca”. In seguito basta selezionare tra i canali preferiti TV K-C e una volta fatto, il canale sarà disponibile dal 9600 in poi.

Venerdì 5 maggio, “Di Nuvole e Lontananza” in Biblioteca

ChioprisvisconeLA BIBLIOTECA COMUNALE DI CHIOPRIS-VISCONE (UD)
PRESENTA UNA SERATA DI POESIA.
AVREMO OSPITE

GAIA ROSSELLA SAIN

CHE DIALOGHERA’ CON
Oreste Patrone – scrittore e blogger
Timothy Dissegna – Sconfinare

CI PRESENTERA’
LA SUA RACCOLTA POETICA
“DI NUVOLE E LONTANANZA”
(Edizioni Culturaglobale Cormons)

“E’ un esordio riuscito, quello di Gaia Rossella Sain con la raccolta poetica Di nuvole e lontananza”. Le poesie di queste pagine hanno sempre la presenza della natura, essenza vitale che c’è e rimane. Lo scrivere Di nuvole e lontananza è un continuo sguardo, che non si stanca di porsi domande e accettare risposte, anche quando mostrano i segni di ciò che si rompe e manca”. Così le parole del poeta goriziano Giovanni Fierro a descrivere la prima silloge di Gaia Rossella Sain, in una recente intervista apparsa sul mensile di scrittura “Fare Voci” della Biblioteca Statale Isontina.

VENERDI 5 MAGGIO 2017
ORE 20.30

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INGRESSO LIBERO
(presso la biblioteca comunale di Chiopris-Viscone)

Fare Voci, numero di marzo 2017

Sul numero di marzo di Fare Voci, la rivista di scrittura della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, una recensione di Giovanni Fierro alla mia silloge “Di Nuvole e Lontananza” con una breve intervista.
Grazie mille, comparire fra queste righe è un piccolo grande onore!

Voce d’autore           —————————-

L’attesa delle parole

Gaia Rossella Sain, nuvole e lontananza

di Giovanni Fierro

 

 

Gaia Rossella Sain Di nuvole e lontanza

 

E’ un esordio riuscito, quello di Gaia Rossella Sain con la raccolta poetica “Di nuvole e lontananza”.
Una pubblicazione che nelle sue trenta pagine parla del “restare” e del “tempo”, dove lo scrivere è una tela su cui si muovono immagini e sensazioni.
La Sain è capace di mostrare in trasparenza il tessuto del vivere, quello che si intreccia con il ricordo e con ogni possibile coniugazione del presente.
Le poesie di queste pagine hanno sempre la presenza della natura, essenza vitale che c’è e rimane.
Lo scrivere di “Di nuvole e lontananza” è un continuo sguardo, che non si stanca di porsi domande e accettare risposte, anche quando mostrano i segni di ciò che si rompe e manca.
Non si fa da parte Gaia Rossella Sain, affronta le lontananze di una vita con l’invidiabile coraggio di chi sa che ogni mancanza è una possibilità in più, per raccontare l’irripetibile presenza.

dal libro:
Daremo al tempo la colpa
(a te che non sei)

Verranno i giorni
e daremo al tempo la colpa,
dove l’attesa svanì il desiderio
e l’egoismo
chiarì il destino d’ognuno.

Piccoli verbi
crescono di tramonti
tesi alla memoria –
corpi mutevoli
senza nature di foglie.

E verranno le stelle –
petali
in calici aperti.

Dell’abitudine

Pioggia morta.

E nell’Isonzo
Scorro –
nel fango di rivi lenti
sotto il passo di qui,
il piede dell’abitudine
stesa
lungo le strade
con i piccioni
incollati ai pali
che aspettano

aspettano un botto forte
di grano maturo come il sole
che s’inchina
e resta oltre il fiume.

Per non farsi male

La paura di toccare
per non farsi male
perché dicevi

attenta che ti morde
attenta che ti prende

Così mi resta
il colore vacuo dell’infanzia –
e nel toccarsi,

già la paura di perdersi.

Senza titolo, rileggendo

Ho l’ombra di un tempo rotondo
attaccata al tallone,
girarsi voltarsi
saltar la campana –

ma i tuoi ricci non fuggono il buio di un anno,
davanti agli occhi le dita
e il cuore in ritardo.

 

 

Gaia Rossella Sain

 

 

Intervista a Gaia Rossella Sain:

In questo tuo libro c’è tanta natura (tramonti, foglie, castagne, mele, semi, terra…), che sembra sia il punto da cui partire, per scrivere queste poesie. E’ anche il punto a cui ritornare?
Il mio scrivere nasce quasi sempre dalla natura, dal suo farsi partecipe delle nostre piccole vicende private, e spettatrice in quelle di respiro più grande. È un punto a cui tutti dobbiamo tornare, per me è anche il punto dove restare. Sentirsi a casa guardando il cielo o sapere che la collina accoglierà sempre i miei passi scalzi, è in alcuni momenti consolazione e in altri forza e risorsa.

Nella tua raccolta c’è sempre un qualcosa, o un qualcuno, che svanisce, che sfugge (penso in particolare alle poesie di pag. 22, 26, 27). Sono queste le ‘nuvole’ del titolo?
Il titolo della raccolta è una citazione di Montale, estratta da una lettera del 1933 diretta a Irma Brandeis. “La mia filosofia? Non ne ho. Ne hanno estratto più di una dai miei versi, ma a torto. Per me la poesia è questione di memoria e dolore. […] Mia cara Irma, io sono abituato a cibarmi di nuvole e lontananza, ma tu meritavi qualcosa di meglio!”. Amo la poesia di Montale e, quando incrociai per la prima volta questo suo scrivere, lo sentii tremendamente vero e condivisibile. Fu come trovare il pezzo mancante di un puzzle – io che di nuvole vivo, sono affascinata dalla dicotomia che esprimono: la loro fugacità è splendida libertà ma anche dolorosa illusione… come le presenze, non solo fisiche, della mia vita e di questi testi, sfuggite alla terra per esser di cielo nelle diverse sfumature degli addii.

Come e dove, ti poni all’interno di queste tue poesie, qual è il posto del tuo stare fra queste pagine?
Questi testi sono stati scritti fra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, periodo durante il quale il mio stare era un perpetuo annaspare, affogando fra le parole e le nuvole che li compongono. Ci è voluto un anno per alzare la testa, masticando i versi fino a metabolizzarli. Oggi, il mio posto è accanto a queste poesie: ho superato la tregua del silenzio, le sento mie ma non più armate e battagliere. Posso prenderle per mano e leggerle senza vacillare.

 

Gaia Rossella Sain

 

C’è una memoria, un passato, che piano piano prende sempre più la scena, fino a diventare protagonista. che memoria è? quale il suo cammino?
Pensando alla risposta da dare a questa domanda, per molto ha vagato nella mia testa l’espressione inglese “to linger” – ho cercato di rendere nel modo più adatto questa espressione, eppure la traduzione italiana “indugiare” non ha la stessa forza evocativa.
Questa silloge è interamente incentrata sulla memoria di un passato, velato dal filtro di una leopardiana nostalgia. È il racconto di un addio, di una separazione, di un ricordo che è stato torsione di stomaco e che si è trascinato a lungo – a questo addio si sono fuse le sfumature di altre separazioni, uno ieri che sfugge ma che resta più ingombrante dell’oggi.
Come ho già detto, il percorso di questa memoria oggi è fianco a fianco con i miei passi – è un cammino che mi vede partecipe e non spettatrice, voce accesa e non sopita. Una memoria che è diventata cosa preziosa, nostalgia creativa che stringe il cuore e che, nel ricordo di quel che è stato, lascia la consapevolezza di ciò che è.

Ci sono, e riecheggiano, anche gli haiku. In che modo fanno parte di questo libro?
Gli haiku sono diventati, da un paio di anni, compagni fedeli di viaggio; sono sempre stata appassionata di oriente (studiai Lingue Orientali all’università) e ho iniziato a scrivere haiku come esercizio tecnico e stilistico quasi per gioco, in momenti in cui l’ispirazione e la parola avevano bisogno di una guida e di uno stimolo diverso – inoltre, il mio fare poesia è molto legato alla natura, elemento fondamentale di gran parte della poetica orientale: la stagionalità, la partecipazione emotiva nei confronti del mutare delle cose umane e del mondo, la nostalgia che ne deriva… sono tutti temi che ritrovo sia nel fare haiku sia nel fare poesia.
Posso dire che la forma di questa raccolta si sia consolidata grazie all’influenza risolutrice degli haiku.

 

 

l’autrice:

Gaia Rossella Sain è nata nel 1987, vive a Udine. Alcuni suoi scritti sono stati segnalati in diversi concorsi,
e numerose sono le pubblicazioni in antologie. Fra queste “Cervo Bianco” (a cura di Fabrizio Corselli) e i
volumi di haiku “Hanami: Primavera” e “Hanami: Estate” (Edizioni della Sera).
Appassionata di poetica haiku, nel 2015 inizia a promuovere questa forma d’arte attraverso una mostra
fotografica itinerante dal titolo “Istanti” e con “Haiku nello zaino”, un progetto scolastico rivolto alle
scuole elementari.

web: https://gaiarossellasain.com/

 

(Gaia Rossella Sain “Di nuvole e lontananza”, edizioni Culturaglobale, pp. 33, 2016)

Ecco il link alla pagina, per leggere altre parole di grandi autori:
http://www.isontina.beniculturali.it/index.php?it/413/fare-voci-rivista-di-scrittura

 

“Di nuvole e lontananza”, recensione di Eufemia Griffo

Parole e pensieri dell’amica poeta e haijin Eufemia Griffo, in una recensione alla mia silloge “Di Nuvole e Lontananza”.
Grazie mille Eufemia!

Il fiume scorre ancora

libro

“Di nuvole e lontananza”,
di Gaia Rossella Sain

Ho sempre amato la poesia di Gaia Rossella Sain. Per molti motivi, ma soprattutto per uno in particolare. Per le emozioni che sanno trasmettere le sue parole, scelte con cura, con rispetto, evocative e infine potenti dal punto di vista espressivo.
Parole che ti prendono per mano e ti fanno scendere fin dentro al cuore della poetessa, nella sua anima che si dischiude al pari di un fiore, pronta per essere “accarezzata” dal lettore.
“Di nuvole e lontananza” la silloge della Sain, è immersione nella bella poesia, raffinata e contemplativa. Si entra nei suoi versi e nei suoi vissuti a piccoli passi, affrontando la lettura lentamente e assaporando ogni parola che dipinge il verso. Pennellate di Poesia, che conducono il lettore a provare differenti sensazioni che come un raggio di sole ti sfiorano.
Ci sono i ricordi nelle poesie di Gaia, memorie…

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Fare Voci, Sabato 21 Gennaio

un invito / rassegna “FARE VOCI GORIZIA”, 21 gennaio 2017

Riprende con l’anno nuovo l’appuntamento
di “FARE VOCI GORIZIA”.
Un’altra serata per ascoltare le voci d’autore,
di poesia e musica e pittura.
Ecco di seguito tutti i particolari.
E tutti invitati!!

**sabato 21 gennaio 2017 – ore 20.45

galleria d’arte “PROLOGO”
via Graziadio Isaia Ascoli 8/1, Gorizia
http://www.prologoart.it

letture di:
Gaia Rossella SAIN
Francesco TOMADA
Chiara BALDINI

musica:
Stefano SCHIRALDI, voce, chitarra e canzoni

espone:
Paola GASPAROTTO, pitture

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**La serata:
La nuova voce di Gaia Rossella SAIN, con le poesie
dalla raccolta “Di nuvole e lontananza”, suo felice esordio.
L’intensità di Francesco TOMADA, friulano di Gorizia,
con il suo recente “Non si può imporre il colore ad una rosa”,
lavoro già acclamato da critica e pubblico.
E da Ravenna c’è Chiara BALDINI, autrice di “Prugne sulla pelle”,
pagine di raffinata e incessante ricerca artistica.
E le canzoni di Stefano SCHIRALDI, cantastorie da applausi
e fine narratore dell’umana resistenza.

Gaia Rossella SAIN:
“un botto forte
di grano maturo come il sole
che s’inchina
e resta oltre il fiume”

Francesco TOMADA:
“possiamo fare pace ma le nubi
sono scure dappertutto come pachidermi
e non ho mai sentito il cielo
che si scusa per un temporale”

Chiara BALDINI:
“Mi proteggo e scopro il fuoco.
Nella nostra paura ricomincio da capo.
Non si finisce mai di cadere dal nido”

“Di Nuvole e Lontananza”, recensione di F.Corselli

Buonasera, amici di WordPress! Stamattina una bella sorpresa mi ha dato il buongiorno: la prima recensione “ufficiale” della mia silloge Di Nuvole e Lontananza (ed Culturaglobale), scritta dal Poeta Fabrizio Corselli per Babette Brown.

Di seguito un estratto, e click qui per il link con la recensione completa.

Quella di Sain è una poesia tattile, che procede quasi per sinestesie e metonimie, tanto da trasformare il linguaggio poetico in linguaggio iconico. Immagini tratteggiate con la lievità d’un pennello, come di un pittore assorto sulla riva del fiume, mentre ne contempla il flusso continuo; un fluire che si affida a una sensibilità che è colonna sonora d’un paesaggio interiore, in cui Sain ben definisce le proprie emozioni e i propri sentimenti. In alcuni passaggi si raggiunge perfino una vera e propria esplosione sensoriale (dalla poesia Mele: “Spiove la nebbia / sui sentieri di casa. // Mele caramellate, / dense di petrolio / lucido / veleno d’oltraggi / in seno a scarlatte follie – / mormorano di fiere autunnali, / al passo caduto di stagioni / e giorni di zucchero bruciato”). Le forme si mescolano e si fondono con gli oggetti della realtà, quasi in un ineccepibile correlativo oggettivo. Lo stato d’animo è così espresso non in maniera diretta ma attraverso oggetti, eventi o situazioni che rappresentano l’equivalente dell’emozione. Una dimensione formale che, unita alla forte componente lirica precedentemente citata, diviene sintesi assoluta di tale poetica. A sostegno di ciò, cito dalla poesia Dell’abitudine, i versi “E nell’Isonzo / scorro –“, a mio avviso, esempio perfetto di metafora esistenziale.

Chi mi conosce sa quanto io stimi il lavoro e la professionalità di Fabrizio Corselli: la sua recensione è per me un piccolo grande traguardo. Grazie mille!

Fra nuvole e 5-7-5

Riepilogo di una settimana di incontri.

Grazie ai tantissimi presenti al reading haiku di lunedì 17: sala piena, cornice ben riuscita fra quadri e angoli di colori, una chiacchierata interessante con il poeta Giovanni Fierro per scoprire aspetti diversi del fare haiku.
Grazie a tutti, è stato un evento riuscitissimo!

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E grazie a chi c’è stato venerdì 21, per la prima presentazione della mia silloge DI NUVOLE E LONTANANZA (Culturaglobale, 2016).

Quando mi è stata proposta una serata al Jazz Cafè Caucigh, a Udine, mi sono immediatamente tornati alla mente i giorni del liceo: la mia camera del collegio, proprio sopra l’entrata del bar, dalla quale a finestre aperte sentivo melodie e parole… tornare, dopo dieci anni, è stata un’emozione. Tutto è rimasto invariato, dai quadri alle pareti alla disposizione dei tavolini.
La musica dei LUNE TROUBLANTE ha aperto l’evento: grandiosi con la loro esibizione jazz swing manouche, hanno lavato via tutta l’ansia da pre-lettura.
Pubblico interessato, la soddisfazione di vedere occhi emozionarsi e vivere le parole.

Grazie a tutti! Alla prossima occasione.

Chi fosse interessato a una copia del libro DI NUVOLE E LONTANANZA, mi contatti via mail all’indirizzo gaiasain[chiocciola]yahoo.it o tramite messaggio privato.

Di Nuvole e Lontananza

Oggi scrivo con un sorriso fatto di nuvole, spazi, nostalgie e voci vicine e lontane.
Scrivo per presentarvi la mia raccolta poetica, Di Nuvole e Lontananza, edita da Culturaglobale di Cormons (GO).

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La raccolta ha visto la luce in questi ultimi giorni, dopo un tragitto iniziato quasi due anni fa: l’ho scritta, l’ho masticata, l’ho rimodulata – ha preso forma, l’ha persa e ripresa ancora, ha riposato; è cresciuta, è diventata di carta.
Oggi, che le sue parole sono vere ma non più dolorose, è il tempo di prenderla in mano e portarla altrove, accompagnandola con il cuore.

Verrà presentata a Udine venerdì 21 ottobre.
Per questa presentazione d’esordio seguiranno a breve ulteriori informazioni.

Intanto… grazie a tutti!

Grazie a Gabriele Marchetti e alla sua prefazione. Grazie a Maurizio Armellin per la copertina magnifica. Grazie a Renzo Furlano e Culturaglobale per il supporto, l’aiuto e la realizzazione. Grazie a Loredana Bensa per le foto e l’amicizia.

Grazie a Fabrizio Corselli, Oreste Patrone, Giovanni Fierro, Annalisa Vidoni, Elena Pittassi, MG Emiliani, Michela Bortolotti, Elena Cardin, Elisa Manservisi, Francesco Sardelli, Bruno Mereu, Luisa Toriggia, Eufemia Griffo, Elena Lavrencic, Lorenzo Bregant, Cristina Finotto, Andrea Giampietro, Roberto Dillich e Maria Belli, Cinzia Durli, tutti gli amici e i colleghi, tutti voi che leggete queste righe e tutti coloro che nel tempo hanno letto, condiviso, ascoltato i miei testi.

Grazie!

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