Archivi

Clover

Conservo di noi due tappi e una spiga di grano. Ho riposto tutto in una scatola di latta, con la cura bambina del nascondere quadrifogli – ma poi un addio è come diventar grandi, si secca il verde e ti dimentichi la leggerezza d’inventarsi la fortuna. [GRS]

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Smoke.

Almeno potevi lasciarmi il cielo…

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Marabitudine

Sei marea e ti ritrovo – nell’abitudine dell’onda di andare e tornare, lasci conchiglie a queste mani imbastite dai venti. Ne farò ghirlanda incisa sul seno, a ricordarmi che la mia invidia è per le nuvole – d’altronde sai, è ancora qui l’azzurro che conta: il tuo mare che sale, il mio cielo che resta. […]

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Album

Volevo scrivere di noi ma lo so, da settembre ad oggi (e da prima ancora) noi manca dal vocabolario – sono rimasta solo io. Alla fine è quello che succede, di tante parole spogliate dal corpo rimangono bozze infinite – un po’ come da piccoli quando facevamo gli album panini ma io non ne ho […]

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Di falene e farfalle

Oggi ho messo il sole in un vasetto – piccolo, grande un grappolo di cielo – l’ho stretto nel pugno come la poiana con il topo, a occhi chiusi ho ingoiato (acino per acino) il tuo regalo di pezze e dissensi sai, posso credermi falena a masticar la notte, ma di alba in alba il […]

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Resilienza

Oggi ho pregato l’acqua di ricordare. A volte i giorni (quelli cerchiati a penna) sanno lasciare alla sera l’impressione di un profumo che resta – uno stare per ogni tua partenza, un rimanere per ogni mia resilienza e quando dici “Perché continui a credere in me?” segno nel ventre misure a barometro interrotto. [GRS]

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Ematoma

Prendo nota delle mie inadeguatezze. Le segno sul seno, la geometria fisica del blu è la penna che il corpo riconosce – la tua misura diventa sul lobo memoria, ti ho detto a me non da fastidio quando il gioco (lento) si fa lacerazione mi chiedo perché resto – mi chiedo perché sono, io che […]

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Tabernacolo

Nel dire “di te non mi fido” sei veloce, gli spazi stretti come il bimbo alla bugia – ma è la notte che fa del tuo corpo un testimone e del mio ventre il tabernacolo. A mietere attese ho imparato ascoltando la poiana vestire il cielo – oggi so leggere le tue spalle quando mi […]

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Crisalidinotte

Ho infilato le mani nella forma di due. L’ho modellata, a volte contemplata – quando la notte ci lascia soli il bianco è un ricordare che il cielo scortica piano. Ho trovato nodi e garze nei tuoi spazi di farfalla, il tempo di un filo di seta misura la pazienza e sa esser nuvola ed […]

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“In cosa credi?”

Ho posato le parole sul comodino. Sul divano, quando chiedevi “in cosa credi?” e ti dicevo che ad andare scalzi ci si fida della Terra – sul cartone (nudo di piedi) il dizionario di un bambino. Ho lasciato le scarpe alla salita dei colli, anche oggi che resta il gallo a filare i venti e […]

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