Fare Grazie

Oggi voglio fare del grazie un pensiero,
voglio dire la presenza di chi c’è stato e di chi in questi mesi positivi e in questi (ultimi) giorni non facili ha avuto tempo per le mie parole, per i miei versi.

Voglio ringraziare chi ha lavorato per la splendida riuscita del pomeriggio poetico carinziano, sul Millstatter See: è passato più di un mese ma ancora il riflesso di quell’evento mi fa sorridere. Grazie a tutti, danke vielmals!
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Ci sono stati i giorni degli haiku, nella loro forma più divertente: il gioco con i bimbi, per la raccolta dei testi che andranno a concorrere al 15° Premio Haiku per i bambini nel mondo.
Grazie all’Associazione Kitsune di Udine che mi ha coinvolto in questo progetto, ai centri estivi che hanno partecipato (in particolare a Rachele e all’Accademia dell’Incanto di San Giorgio di Nogaro, da questo laboratorio le foto sottostanti) e alle scuole che aderiranno all’iniziativa.

(grazie a chi tentenna nella mia vita, le assenze spesso sono presenze nella scrittura)

Grazie a Salvatore Cutrupi, amico e poeta: per la prima volta ho partecipato ad un incontro in versi nelle vesti di presentatrice ed è stata un’esperienza unica. Merito anche dell’energia di chi avevo accanto.
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Chiudo proprio con alcuni versi di Salvatore, che ringrazio per tutto quello che umanamente in questi giorni ha fatto per me – li lascio leggere a lui, in questo video che raccoglie una parte dei suoi haiku.

 

 

La foglia al centro

Alla poesia
mi aggrappo,
oggi che le mani
hanno un tremito lungo l’attesa –
mi vedo
in quell’ultima foglia
legata alla terra
nei turbinii secchi di settembre,
quando tutto è movimento
e si perde il senso del corpo.

Eccomi –
se la scelta
è un dover danzare,
questo peso sarà l’angolo
fra la fine del suolo
e l’inizio delle nuvole.

[GRS]

Scatola di energie.

Abbiamo un taglio,
io e te –

va dai muscoli del cuore
al bassoventre,
stringe la testa
e la lascia in transito
sul gioco del tempo che scarica i passi.

Mi ricordo
addormentarsi
sapendo che il resto sarebbe andato avanti –
lo ricordo
ma ho dimenticato,
ho lasciato la sutura alle nuvole
come te oggi
(scatola di energie)
che fai di una stanza un cielo aperto.

Sai,
solo in una donna
gli occhi
hanno insieme
la lievità dell’erba,
la costanza del tronco.

[GRS]

Con dedica personale alla poeta Cristina Micelli, scatola di energie – e a tutte le donne che, come noi, hanno un taglio dentro ma restano con gli occhi fatti di luce.

Calendario

17.
Domani 18.

Sai,
il mio calendario è
sulle gambe,
nelle mani tagliate dai silenzi
dove i giorni
sono piccoli indiani stanchi
appesi
al soffitto delle tue geografie –
segno sulla schiena
l’andare

venire
      tornare
             partire

non ho nostalgia di una parola mancata,
ma di quel restare lieve
che fa
di due
lo stupore di un palloncino sfuggito alla terra.

[GRS]

Ematoma

Prendo nota
delle mie inadeguatezze.

Le segno sul seno,
la geometria fisica del blu
è la penna che il corpo riconosce –
la tua misura
diventa sul lobo memoria,
ti ho detto
a me non da fastidio

quando il gioco
(lento)
si fa lacerazione
mi chiedo perché resto –
mi chiedo perché sono,
io che scalza
occupo lo spazio di una cicatrice.

[GRS]

Materia

Ho raccolto
la terra che sono,
l’ho inscatolata,
pressata in cartoni
umidi di fondi –
dal mio lato della notte
vedo la scadenza dei lampioni,
consumati
a regger l’azzurro anche quando si fa nero.

Così oggi ancora
so
di esser materia pesante –
come la poiana è per il volo,
io sono di gravità
radice
abbracciata al cielo.

[GRS]

…lass uns gehen!

Un bel periodo per scrivere, questo, ma anche per darsi il tempo di leggere.

Domattina si va oltre confine, nell’amica Austria, a fare della poesia un modo per scoprire: nella cornice del Blumenpark (parco dei fiori) a Seeboden am Millstatter See, presenterò in italiano e in tedesco una selezione dei miei testi (grazie mille ad Antonio Staude per l’incredibile aiuto nella traduzione!)
L’appuntamento è organizzato dalle associazioni culturaglobaleDante Alighieri, con l’ente turistico della Carinzia; inizierà alle 11.00. Assieme a me leggeranno i poeti austriaci Angelika Stallhofer e Paul Auer, con la musica di Alberto Chicayban.

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Oggi ringrazio anche chi venerdì 18 sera è stato con noi nel giardino della Taberna a Cormons (GO): le mie letture accanto alla poesia di Margherita Trusgnach, Salvatore Cutrupi, Maria Stefania Cardinali, con la sempre piacevole introduzione di Giovanni Fierro.
Una bellissima serata con delle interessanti voci, tutte davvero diverse: a conferma che la poesia è sempre esperienza, condivisione, presenza.

Tabernacolo

Nel dire
“di te non mi fido”
sei veloce,
gli spazi stretti
come il bimbo alla bugia –
ma è la notte
che fa del tuo corpo un testimone
e del mio ventre il tabernacolo.

A mietere attese ho imparato
ascoltando la poiana vestire il cielo –
oggi so leggere le tue spalle
quando mi addormenti,
in questo lenzuolo di nuvole
dove azzurro
è il mio seminare,
dove il volo
è equilibrio
fra presenza e silenzio.

[GRS]