Linee vuote

Linee vuote,
rotondi spigoli in spazi privati
dove ogni voce resta muta
e il sapore dell’attesa
si protrae infinito,
scandito da lancette immobili
che contano i giorni
come lacrime su un vetro appannato.
Scuri campi incolti popolano la mia mente –
dove tentai con mani d’azzurro
di costruire dipinti e castelli,
oggi piogge d’ossessioni
e maree di silenzi
hanno estirpato radici di vita.
Mi nutro d’ombre,
forse memorie di melodie stinte
e riverberi di sorrisi dimenticati…
ho seminato avidi girasoli
nel vortice muto del tempo,
lontano
fioriranno guardando la luna.

 

GRS

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