I miei passi

Non riconosco i miei passi,
stanchi e imbastiti d’ansie
su strade sterrate
che hanno il colore sporco, e perso,
dei campi arati dal vento di ieri…
ho perso il silenzio,
e ho perso il sereno,
nei giorni d’attese e di vane lotte
contro principi e regine.
Accartocciata contro il tramonto
riposa timida la mia voce sola,
si cercherà nel cielo assorto
e si ritroverà in luci di idee pulite.
Così canteremo di inizi…
e di sorrisi che siano miei ancora.

 

GRS

In tua mano

In tua mano
rinasce l’alba,
fiocchi di rame avvolti nel lino
a tendere ore di soavi inganni…
Ti saranno dati
sorrisi d’azzurro
mentre il cuore, felino e ribelle,
fiorisce nelle nevi d’agosto.

 

GRS

Resto

È nel dominio sordo
d’incontri nervosi –
l’ossessione.
Si sgretola il pallore dell’alba
sotto le note d’una ballata eterna…
A piedi nudi
resto
alle spalle del tuo futuro.

 

GRS

Macerie

Macerie –
come ricordi,
di giorni di risa.
Duplice animo distorto,
estremi d’ombra
ai capi sgualciti d’una fune in fiamme…
è casa ora,
un bianco corridoio di quadri storti
dove malfermi rimbombano i miei passi.
E in quell’armadio chiuso,
intatte e mute restano le melodie
d’una cornice spezzata…
fra deserti di nero vetro
sono le speranze a fiorire insonni.

 

GRS

Poesia di Gaia Rossella Sain

Poesia di Gaia Rossella Sain.

 

Giallo.

L’assurdo
è nei cieli dipinti di giallo.
Sulle strade fitte di nomi
e vuote di senso,
nei pensieri storti e rugosi
che incendiano anfore e cantilene…
ha il sapore deserto
di un pallido gin allungato,
quella franca disperazione
che – anarchica e sporca,
elude la ragione
e muta ci mette a nudo.
È nei cieli dipinti di giallo
che si stempera… vivo,
il silenzio dell’assurdo.

Ragnatele

Ragnatele concentriche,
intessute di pioggia e neve
nell’arsura dei cieli nostri sepolti…
Hanno il sapore denso
di particole maledette,
questi sentori di dimenticanze
che fermi assediano il vuoto.
Così, legata a invisibili setose fibrille,
mi dondolo fra ricordi
e sola –
mi intrappolo in speranze nude.

 

GRS

Caldo bianco.

 

Caldo bianco,
corpi disciolti nelle fornaci eterne
di giorni senz’ore.
Clessidre di grano maturo,
dissolvono le onde di fameliche paure
in attesa agli angoli della mente.
I tuoi contorni come sonno e riposo,
respiro.
E desiderio di un soffio di vento…
pulito come Bora di marzo,
a regalare sereno
su cieli indimenticati.

 

GRS

Assenzio

In epigrammi di vetro
perdiamo, vuoti,
le nostre storie d’amore.
Trasformo dubbi in certezze
alla luce di notti rosse di luna,
tenui colori d’ombre
rimodellano sogni e abbracci.
E nevica, sul mare distante,
mentre forme di sabbia stillano
dolci gocce d’assenzio.

 

GRS

I giorni del Cervo bianco – Gaia Rossella Sain

L'antro delle Muse

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Cornici di specchi

Cornici di specchi
su rami di bianche betulle,
hai appeso fermi
ricami d’arazzi
dove le ombre toccano il cuore…
paesaggi d’alabastro
nella neve d’agosto.

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