Tele di Carta Stagnola

Si sciolgono
nella notte arsa
-in crude fiamme avvolta-
stelle come lacrime d’argento.
Minano il cielo
i luminosi petali stanchi
d’avverso tempo distorti,
spenti e costretti su spazi stranieri
dove soffocano avidi sospiri.
Solidi restano i bagliori
di luce soffusa sulla pelle chiara,
alle carezze del vento
cedono i pensieri fragili d’oggi
e del domani albeggiano
vaghi progetti
dipinti su tele di carta stagnola…
Così rime d’acciaio si piegano
a ritmi d’avorio –
bianco inneggia il profumo
d’un semplice velo da sposa,
mentre innamorate
volgono al Sole gli occhi le rose.

 

GRS

Il mestiere di vivere

Una beffarda legge della vita è la seguente: non chi dà ma chi esige, è amato. Cioè, è amato chi non ama, perché chi ama dà. E si capisce: dare è un piacere più indimenticabile che ricevere; quello a cui abbiamo dato, ci diventa necessario, cioè lo amiamo. Il dare è una passione, quasi un vizio. La persona a cui diamo, ci diventa necessaria.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Il Falco e il Palloncino

 

Risuona lassù,
in bilico fra le morbide nuvole,
l’intensa melodia dei sogni tuoi più veri…
distante sempre e ancora,
dalle verdi sfere terrene
dove docilmente dormono
le mie lunghe attese.
Ti vedrò raccogliere il sole
con le tue nere ali,
– io come un solitario
bianco palloncino
che ha troppo osato nelle altezze,
a cercare il tuo volo
di fascino irraggiungibile –
e quando infine
stanchi
si consumeranno i nostri momenti,
saprò che sarai giunto,
lasciandomi indietro.
E in pianto, gioirò.

 

GRS

Ritrovami.

Sentieri d’incenso
divisi da ombre e percorsi,
tracce di sole nascoste
dove la luce confonde
il profumo del mirto
e il sapore del melo selvatico…
Frammenti,
paesaggi dispersi in capricci infiniti
di amanti indecisi.
Lascia l’orgoglio e i ricordi
all’angolo oscuro di uno sfumato passato,
tu che conservi cimeli di ieri
sopra attimi nitidi d’oggi…
o anche noi perderai,
fra i quadri impolverati
e le immagini a matita.
Chiaroscuro d’artista alle pareti,
memorie d’allora…
ed ecco sfugge adesso
il rosso sentore d’assenzio.
Ritrovami con dolcezza,
riguardami con occhi
nuovi – puliti.
Riscopri il nero,
il bianco ancora.

 

GRS

Liquirizia

Solo negli occhi restano voci,
canzoni d’albe
e trecce d’autunni…
Ali fra i campi vestiti di grano,
l’oro profuma di guerre
all’ombra dei colli.
Un ramo di liquirizia,
radice – impasta la bocca…
il premio ai folli
che in amore gioirono.

 

GRS

Angoli sereni.

In te trovo
tiepidi angoli sereni
dai sottili contorni smussati
in cui – come nave
affaticata dai deliri di molti-
alfine approdare,
dove silenti vibrano voci
e nascono parole,
statuarie nel cuore.

 

GRS

Emozione.

È l’emozione
nell’incontrare pensieri
raccolti da un mare di muti cipressi,
negli occhi che sfiorano
le cime vestite di neve…
e dopo quella pioggia
che odora d’abitudine
eppur profuma di casa,
il tramonto
è un abbraccio
di nuvole e arcobaleni.

 

GRS

Foglie morte.

Lievi appassiscono,
quasi dimenticate,
lacrime perse – abbandonate
nelle acque del tempo.
Come mute foglie
avvizzite – ora
ondeggiano
accarezzate dai sospiri del vento.
Crescono e muoiono,
solo illusioni
nei rossi colori d’autunno.

 

GRS

In fiore.

Marteniza appesa ad un ciliegio in fiore, augurio di primavera.
Ciliegio

Ciliegio. Fotografia propria.

Ed è così, ti amo.
E come un bocciolo di ciliegio in fiore mi volto al tuo sorriso e di bianco e d’oro mi illumino.

Ma prenditi cura di me. Non farmi appassire, parlami dolcemente e innaffia le mie radici perché crescano forti e radicate nella tua terra. Godi del mio profumo e rendimelo noto, perché solo finché saprò che tu -e tu solo- lo apprezzi mi dedicherò ad esso. I miei petali candidi si tingono di quel piacevole rossore di femminea ingenuità quando mi dedichi anche una sola parola: perciò parlami, e nascerà un corollario di sincere sfumature.

Dimmi ciò che pensi, quel che sogni, cosa desideri. E desidera anche me, oggi come ieri e domani più di adesso… non aver timore di cogliermi, di spezzarmi rubandomi ai miei rami: ho la forza di resistere a pioggia e grandine, e ancor più forte ho la necessità di averti.

Ricordami sempre. Quando siamo vicini nei piccoli gesti che regalano attenzioni, e ancor più quando siamo lontani nelle espressioni di desiderio e dolcezza. Senti la mia mancanza come la nostalgia di casa: così come per me sei la lieve pioggia di primavera che fa sbocciare i miei germogli, io voglio essere per te il profumo irrinunciabile di quella stessa eterna stagione.

Ascoltami. Senti il suono del vento che fa sussurrare i petali e le foglie della mia chioma, ed essa ti racconterà chi sono e cosa mi ha resa tale… perché anche le piccole parole sono a volte grandi traguardi. Sorridi per le mie affermazioni, ma non riderne… una tua verità può essere fondamentale, ma spesso non è di grandi filosofie che si dipinge la vita, bensì di intimi minimi dettagli.

Prenditi cura di me. Non farmi appassire, perché non lascerò che accada. Nell’attimo in cui il mio ultimo germoglio si sarà spento, solo e assetato, e le radici del mio forte tronco si saranno inaridite come la terra dove affondavano… sarà tardi, e i miei semi prenderanno altre strade.

Germoglieranno di nuovo, altrove. Nasceranno nuovi splendidi fiori, più profumati e vividi perché più forti di ieri.
Germoglierò di nuovo, altrove. Per non dover appassire ancora.

Emmet e Garfield.

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Emmet è uno dei tanti gatti adulti ospiti presso la sede del gattile AIPA (Associazione Isontina Protezione Animali), che si trova poco fuori dal centro di Gorizia, in via degli Scogli 40.

Emmet è un guerriero, come dicono in molti, è un gatto adulto dal passo baldanzoso e fiero come quello di un leone. Accarezzando il suo folto pelo tigrato si scorgono varie cicatrici, come il taglio all’orecchio destro, eredità di chissà quale battaglia. Ha un carattere forte, nonostante sia stato sterilizzato rimane di indole dominante ed è il boss incontrastato del giardino del gattile… e anche del circondario!
Eppure… eppure Emmet è sempre il primo a salutarci quando parcheggiamo la macchina davanti al cancello – e se lasciate la portiera aperta, salirà dentro come nulla fosse, ispezionando ogni angolo dell’auto! Questo gattone grande e grosso, la cui età nessuno sa con precisione, è sempre e immancabilmente il primo a chiedere una carezza, un abbraccio, una coccola… e resta lì fin quando anche l’ultimo dei volontari non è entrato, a farsi coccolare, come se del cibo in fondo non gli importasse un granché, preferendo una briciola di affetto in più piuttosto che una crocchetta.

Il boss dell’AIPA, il nostro Emmet, ha visto entrare e uscire dal cancello del gattile decine e decine di cucciolate, di gatti adulti, di randagi, di felini abbandonati o incidentati… ha visto passare l’inverno e l’estate più e più volte, ma è sempre stato “scartato”. Sarà perchè è solo un tigrato, o perchè ormai è adulto, o forse perchè ha gli occhi semplicemente gialli, o per quel suo fare da guerriero indomito?
Eppure chi lo conosce, non può che amarlo.
Chi lo conosce sa che, appena parcheggerà la macchina davanti al cancello del gattile, vedrà sicuramente il Boss fermo in attesa… perchè Emmet è sempre il primo a salutarci all’arrivo, ed è sempre l’ultimo a dirci fiducioso “arrivederci” quando andiamo via.

 

GarfieldGarfield è arrivato in gattile assieme ai suoi fratellini, anni fa: era piccolo, piccolissimo, ma già bellissimo come un principino.
Con il passare delle settimane, uno dopo l’altro tutti i suoi fratellini e sorelline sono stati adottati e stranamente lui, con quel suo bel manto rosso morbido e setoso, è rimasto in attesa. Fiducioso, ha aspettato.

Garfield è cresciuto, le stagioni si sono susseguite e lui ha imparato a vivere secondo le regole del gattile, prima in una stanza chiusa, poi nel giardinetto, ora all’aperto.
Finalmente Garfield, ormai cresciuto, ha trovato una casa e una famiglia… ma alle volte il mondo è strano, e le persone non sono da meno: poco dopo, ha visto riaprirsi le porte del gattile per il solo motivo che questa rossa meraviglia “piangeva troppo”. Lui, abituato ormai a vivere fra decine di gatti in un posto che fin da piccolo conosceva, si è visto rifiutare per mancanza di pazienza da parte di qualche umano frettoloso. Ed è ricominciata per lui la routine del gattile, dall’altro lato del cancello.

Quando si fa volontariato con persone o animali, i loro occhi – gli occhi e lo sguardo di ognuna delle creature incontrate – entrano nel cuore e diventano indimenticabili: per me questo bel micione rosso è sempre stato il Principe del gattile, con il suo carattere posato e dolce e i modi eleganti. Affettuoso ma indipendente, come ogni gatto dovrebbe essere, è sterilizzato e assolutamente non dominante. Ho sempre trovato unico il suo modo di attendere il cibo garbatamente, lasciando il momento della “ressa per la pappa” agli altri gatti e aspettando il suo turno per poter mangiare con calma.

Garfield è un gatto adulto, bello, un Principe davvero… ed è ancora in attesa, attende una casa e una famiglia, questa volta per sempre.

 

Per l’adozione di Emmet e Garfield, e molti altri gatti sia adulti sia cuccioli, rivolgetevi all’AIPA Gorizia: