Categoria Paroleggiando

La parte che soccombe

La parte che soccombe l’incuria del sé è la schiena che resiste sacchi di sogni, illusa contentezza distratta nel tuo fluttuante disegno. La parte che soccombe sono io che mastico avanzi e piatti incrinati con la foga nei ventricoli come se il cuore fosse di un’immensa fame un tavolo imbandito di silenzi. [GRS]

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ISTANTI — Locandina “La conta degli abbracci”

Oleandro e gara a al Cantuccio + progetto Istanti

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ISTANTI – Descrizione di un Attimo fra Parole e Immagini

Agli amici del blog vorrei oggi segnalare una mostra fotografica che verrà inaugurata il 18 giugno nei locali del winecafè Al Cantuccio di Gorizia, dove rimarrà allestita fino al 30 luglio. Si tratta di “ISTANTI – Descrizione di un Attimo fra Parole e Immagini“, un progetto interdisciplinare che unisce gli scatti di due fotografi della […]

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Hanami – Primavera

Finalmente è arrivato: briciole di poesia sugli scaffali dal 25 maggio! Ordinabile qui, contiene anche una selezione dei miei haiku. Un viaggio, un onore, un bellissimo progetto… complimenti a tutto lo staff che ha creato Hanami! Un nuovo modo di guardare il mondo della Natura attraverso lo sguardo di venticinque validi poeti italiani, usando quale […]

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Imprescindibile

Vorrei.

Oggi che c’eri era la pace. Era il flusso sereno di istanti che portano l’infinito racchiuso in ogni dettaglio; ridendo penserò ad ogni caffè che si fredda e alla strada che scorre, al nero metallico e al bianco che avanza e sorride e non cambia. Conteranno i giorni nel mutar delle cose, e nel colore […]

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Aurora

Strade che restano ferme, solo – scivolano nel manto dormiente di una pioggia che donna persevera la caduta. Come Aurora immobile sonno a discrezione della luce. E le strade d’Isonzo ferme restano, sfuggendo principi azzurri nell’oblio di vecchie litanie. [GRS]

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Katauta [10]

fili leggeri volgono all’orizzonte – verdi anime di sole [GRS]

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90

caldo che esplode di papaveri un mare – strade d’estate [GRS]

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Memento

Ebete pacata, questa Luna smezzata dalla notte – squadra un mantra di sogni spersi, selvatici germogli e bruscandoli raccolti in ghirlande in un concavo dire di rovi. Corone contadine sul palmo della mente, palcoscenico aperto per assolo a dita nude – e il rumore del Sole liquido si eclissa nel corpo d’un pianoforte. [GRS]

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Filastrocca del vento di Maggio

Nuvole paperelle nel fluido vento di Maggio, stormo d’un cielo ribelle che d’Inverno è mero miraggio. Piovono a sera degli aceri le dita sottili, eliche sciolte a primavera hanno l’eco bambina di voci gentili. Di misure infinite ricordo il verde che il cuore innamora e il tempo disperde – e nel Sole le biciclette corrono […]

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