Fogli di Spiaggia

Reti, foto di Dario Tronchin.

Dubbi corrodono
i sentieri del mare,
la strada crocifigge il suono
di onde amaranto –
rilegate
su storie di caos e poesia
pagine di sabbia
sorseggiano vuote conchiglie.
Reti si schiudono
ai colori d’oriente
nel metro di passi
assorti in riflessi lavanda –
fogli di spiaggia
intonano ricordi sconnessi.

 

[GRS]

Fotografia di Dario Tronchin.

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corrono scalzi
sorrisi sulla spiaggia –
onde d’Estate

 

[GRS]

22 novembre: (finally) on the road for Poetry.

Resoconto (ritardatario) di una piccola grande avventura alla ricerca di una strada verso la Poesia, dove si affronta il Grande Mostro Cattivo dell’Editoria ma si scopre una Magnifica Amicizia e si incontra il Mitico Fatino Madrino.

Io odio guidare. Dalla prima volta che sono salita in macchina per fare scuola guida, e poi ogni volta seguente, ho sempre odiato guidare.
Amo viaggiare, beninteso: posso fare anche l’Europa intera da capo a piedi on the road senza battere ciglio, ma… non stando al volante. Perfino i miei 25+25km quotidiani per andare a lavoro sono una sofferenza immane.

Però negli anni, riguardando indietro a tante occasioni, ci sono stati molti momenti che si sono persi in quel pentolone di “sarei potuta andare” o “avrei potuto fare”, se solo avessi avuto voglia (e palle) di prendere l’auto e farmi quei tot di km che mi separavano dalla meta.

Il 22 Novembre, presso la Biblioteca di Settimo Milanese (398km da Gorizia, punto di partenza di questa avventura), si teneva un Workshop sull’Editoria assai interessante sotto la guida del poeta, scrittore, curatore editoriale Fabrizio Corselli.
E stavolta mi son detta: <<Gaia va££anculo, prendi la macchina e vai!>>.
Piccole Gaie crescono, direbbe qualcuno. Io dirò, piccole Gaie decidono che non è più il tempo per le paranoie e per le ansie… ma questa parentesi non ci interessa, quindi proseguiamo.

IMG_5036Per questa missione ho assoldato un Magnifico Amico per farmi da navigatore satellitare umano (il mio senso dell’orientamento è imbarazzante, lo ammetto, mi perdo nel mio mondo interiore figuriamoci in quello esterno…) e per riempire il terribile vuoto causato da un’autoradio non funzionante.
Quindi, dicevamo: ore 8.00, sotto l’auspicio positivo di un’alba serena, si parte da casa!

Il viaggio in autostrada è un po’ come il Viaggio Infinito del Principe Irlandese, solo che in questo caso la Principessa è friulana (anche se di rossa chioma) e la cavalcatura è una modesta Nissan Micra d’altri tempi.
Fortuna nostra vuole che il cielo sia pulitissimo, nessuna traccia di pioggia nè tantomeno di traffico… quindi, senza grosse difficoltà e senza causare incidente alcuno, i Nostri Eroi arrivano sani e salvi (pur se con il culo un po’ appiattito e tendenzialmente quadrato) a Settimo Milanese.
Drammatico, per una Principessa dei Borghi Rurali, scontrarsi con il grigio manto d’aria pesante che soffoca il cielo milanese… ma anche questa è un’altra storia.

E così incontriamo Fabrizio Corselli! Ebbene si, il Mitico Fatino Madrino è lui: cordiale e solare, di una disponibilità e gentilezza disarmanti, ma di una professionalità impeccabile.
Baci e abbracci, e in fondo sono sempre un po’ così gli incontri dal vivo quando seguono incontri e/o amicizie nate virtualmente: portano quella sensazione di “Finalmente!” e di “Eppur è come se ci si conoscesse da una vita!”.

Bando alle ciance comunque: si parte! Con un filino di ritardo nell’attesa di tutti, verso le 14.30 inizia un Workshop che si conferma assai interessante, pur se di natura puramente introduttiva verso il mondo delle prime pubblicazioni editoriali.

Il confronto con le motivazioni e le aspirazioni di altri wanna-be-a-writer è sempre curioso: chi vorrebbe pubblicare per se stesso, chi vorrebbe farlo come omaggio a qualcuno di caro, chi per il valore che sente nella propria opera… ti porta a macinare, a masticare un po’ di idee, a pensare al perchè in effetti lo vuoi fare.
Perchè diamine vorrei pubblicare prima o poi una silloge?
Chissà. Certamente perchè ho rispetto del mio lavoro, quanto basta per ritenerlo valido e meritevole d’esser letto, ma non troppo da ritenerlo intoccabile e quindi sempre con una predisposizione alla crescita. Il confronto con l’Editoria professionale è, in questo senso, una grande opportunità di crescita.

Le linee guida di Fabrizio sono chiare, precise, adatte ad ognuno di noi: c’è chi vorrebbe dare alla luce un romanzo, chi una silloge, chi una fiaba illustrata… ognuno avrà il suo percorso da seguire, simile eppur diverso.
Con grande professionalità, Corselli consiglia ogni aspirante scrittore alla strada più consona al suo percorso artistico, con i migliori auguri e le più grandi speranze.

Il Workshop ha toccato molti temi, step by step dall’inizio alla fine del percorso che porterà il progetto che abbiamo in mano a diventare un Manoscritto da inviare alle CE: dalle fasi di un buon editing alla scelta della CE più adatta a noi, dalle note fondamentali di un contratto ad un interessante excursus sui diversi tipi di editori che potremmo trovarci di fronte (a pagamento o free, o quella dubbia fascia che sta nel mezzo nota come doppio binario), passando anche per i POD (le “stamperie” print-on-demand) e gli ebook
Insomma un bel viaggio in un mondo contorto e complesso, tanto quanto la Foresta Incantata con le sue ombre e le mille insidie di ogni piccola grande avventura.

IMG_5040Terminato questo colloquio di gruppo, con tanto di diploma di partecipazione, purtroppo è ora di partire.
Ormai sono già le 18, la strada con il buio si fa mentalmente più lunga e stancante… quindi baci e abbracci, di nuovo, anche a chi è passato a trovarci per dare il proprio contributo e il proprio consiglio a chi di strada da fare ne ha ancora tanta.
On the road again!

Strada pulita, le luci e i fanali distraggono gli occhi stanchi ma le chiacchiere nel relax e nella soddisfazione di una gran bella giornata sono un bene prezioso.
Il nostro Ronzinante prosegue veloce, inaspettatamente veloce oserei dire, e la Selva Oscura è illuminata da tanti viaggiatori come noi… e così passo dopo passo, risata dopo risata e canzone dopo canzone, si ritorna in quel di Gorizia.

E cosa ci è rimasto di tutto ciò?
La bellissima sensazione che, anche se una buona parte di realtà editoriale è probabilmente un Grande Mostro Cattivo pronto a spillare soldi a destra e a sinistra, ci sono persone magnifiche pronte a tendere la mano a chi ne ha bisogno: per dispensare consigli, per far sentire la propria voce, per guidare sul binario più giusto e più diretto. Per aiutarci a migliorare, e ad arrivare a quell’editore che sente il suo lavoro come una passione e una professione e non come nuda chiave d’introiti.
Fabrizio è una di queste persone, così come altre che ho incontrato in questo percorso.
Ci è rimasta la grinta, la decisione, la voglia di andare avanti. La voglia di scrivere, di leggere, di scoprire, di creare, di mostrarsi e inventarsi e sfidarsi per fare sempre un passo avanti.

Quindi in bocca al lupo a tutti voi e a tutti noi, a tutti quelli con il loro sogno nel cassetto: abbiate la voglia e le palle per aprirlo, il cassetto, e mettete alla prova il vostro sogno!

E se il destino non è un caso, lo dice anche la Coca-Cola che casualmente quel giorno ho pescato dal frigo:

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Citando Tosatti…

In ogni città serve un prete, un sindaco, un farmacista e un panettiere. Negli anni ho capito che serve anche un artista. Che nessuna città senza artisti è mai sopravvissuta. O forse ancora di più, che nessuna città senza artisti è mai vissuta.

Il lavoro dell’artista è un servizio necessario, e metterlo per iscritto sembra quasi un’eresia. Credo siano i rallentamenti e le accelerazioni le uniche motivazioni che ci fanno aver bisogno di pregare, di costruire una città in cui poter tornare, di curarci se stiamo male e di mangiare se abbiamo fame. E credo anche che gli artisti siano gli allenatori del cuore, quelli che aiutano ognuno a trasformare il rumore monotono di un battito costante in una sinfonia umana.

Gian Maria Tosatti

Tasche

Strame nelle tasche
sopra
tesori santi e dei,
ore di non-esistenza
nelle promesse
a chi amava d’ingenuità.

Bambina svanisci!

– fra fumo e fantasmi,
rileggo pagine di consunta religione
e rimetto al cielo i suoi lumi
sotto
castelli di vetri incrinati,
opachi paesaggi
di scale al tramonto.
Mani germogliano in quelle tasche
bucate da tarme –
Dita sfilano rocchetti d’oro,
si scaldano d’attese
s’incontrano in anelli di neve.

 

[GRS]

Cecità

Voci masticano
senza resa
e mormorano della luce
i contorni smussati –
come uomini ciechi
che di mani assaporano gli spazi
nascosti all’ovvio,
in ricerche d’asilo
oltre il folle equilibrio dell’essere soli.
Agli occhi promesse
su navi d’incanti –
finché non si spengono all’alba
i petali della Luna.

 

GRS

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vini novelli –

si vestono di rosso

calici e strade

 

GRS

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danze di aironi

in bianchi sposalizi –

campi ingialliti

 

GRS

Daremo al tempo la colpa (A te che non sei)

Nascono nel buio,
scantinato profondo
di ore silenziose e assenti,
parole piccole
di formiche agitate –
fameliche ansie
nelle curve di notti afone.
Crescono di tramonti
tesi alla memoria,
graffiti impressi sulla pelle
come insondabili tatuaggi
marchiati da fiamme di nulla…
Si chiude la gola
in respiri strozzati,
mutevoli corpi –
deboli vittime
senza nature di foglie.
Verranno i giorni
e daremo al tempo la colpa,
dove l’attesa svanì il desiderio
e l’egoismo
chiarì il destino d’ognuno.
E verranno le stelle –
petali in calici aperti.

 

GRS

Metallo e Cotone

Scrigni di polvere e rose scarlatte
custodiscono
le trame sfilacciate d’un ordito
come docile armatura
intessuta di metallo e cotone.
Attraverso le fiamme d’Isonzo
confini di vuoto,
baluginare di feste e lampioni
d’un regno di stordimento –
inverso d’un canone sciocco,
di archi e voci
violentate dal gelo d’inverno.
Sotto le maschere della notte,
nei colori disciolti di occhi eleganti
si staglia l’alba –
accoglimi nel giorno,
giocoliere e giullare d’una corte
che vive d’un ormai secco giardino.
Di stoffe laveremo il tempo,
fra stanze bianche di finestre socchiuse
dove solo orchestre d’ombre
in un morbido adagio
porteranno fioritura
a fragili vasi seminati d’attese.

 

GRS