Profumo di Sorriso
Pubblicato il 28 ottobre 2014 6 commenti
Profumi di sorriso –
di nuovo,
in quel buio nascosto
dove sono maestosi i cipressi
a incorniciare memorie di pioggia e sale.
Dove altri passi
(passi di bambina,
sperduta in ombre cadute)
rincorrevano maschere di gioia
dipinte d’ossidate lacrime nude,
si rinnovano passaggi di sole
oltre il colore del silenzio.
Sentieri di comprensione
intrecciati a parole di pace –
profumo di sorrisi
nel tuo abbraccio di rose e girasoli.
GRS
Linee vuote
Pubblicato il 28 ottobre 2014 1 Commento
Linee vuote,
rotondi spigoli in spazi privati
dove ogni voce resta muta
e il sapore dell’attesa
si protrae infinito,
scandito da lancette immobili
che contano i giorni
come lacrime su un vetro appannato.
Scuri campi incolti popolano la mia mente –
dove tentai con mani d’azzurro
di costruire dipinti e castelli,
oggi piogge d’ossessioni
e maree di silenzi
hanno estirpato radici di vita.
Mi nutro d’ombre,
forse memorie di melodie stinte
e riverberi di sorrisi dimenticati…
ho seminato avidi girasoli
nel vortice muto del tempo,
lontano
fioriranno guardando la luna.
GRS
Ottobre
Pubblicato il 28 ottobre 2014 Lascia un commento
Ottobre.
Nei disegni di vigne,
di filari come collane dorate
che spente si piegano alla terra,
sfumano i pensieri –
leggeri,
fra le maree della mente.
Gli occhi accolgono il tuo profumo –
sotto passi di donna,
il rosso rumore secco
di un Autunno
che rotola fra le braci di petali passati.
GRS
Un Mojito al Dietor, per cortesia!
Pubblicato il 22 ottobre 2014 2 commenti
Con Dedica Speciale Inter Nos
(e anche un po’ InterVos a vos neppur tropp bass…)
a tutte le amiche e gli amici
baristi/camerieri/banconieri. 😉
Chi lavora con il pubblico, chi lavora con le persone, lo sa: ci sono certe cose, e certi giorni, che cancelleresti a piè pari senza pensarci due volte.
Perchè le persone sono una cosa meravigliosa, ma la gente… mamma mia no, Dio ce ne guardi (ovvero “Diu n’us guardi!”, come si dice qui dalle mie parti…!).
Ho lavorato in bar, in ristoranti, in caffetterie, in american bar, in pizzerie, in catering, in ricevimenti, in sagre, in chioschi…. faccio caffè e spritz aperol da un tempo che ho dimenticato, porto piatti con tagliate e ravioli e fritti misti e toast da altrettanto tempo altrettanto dimenticato.
E ne ho sentite di tutti i colori. Perchè la Gente è assurda ma non sa di esserlo: spesso crede di essere divertente, o difficile nei gusti, o particolarmente esperta, o di essere “come a casa”… invece no, è solo disperatamente assurda.
Metto le mani avanti: sappiate che questo post NON ha un senso logico, è un joycianissimo flusso di coscienza (corredato da punteggiatura però) e un mosaico di liberi pensieri di una cameriera qualunque.
E adesso riabbasso le mani, ributtiamole in tastiera.
Si diceva, e chi fa il mio stesso lavoro (o un altro lavoro di pubblico) confermerà, che se ne sentono di tutti i colori… poi si arriva a quel punto in cui speri che le puttanate siano finite… e invece no! Ne senti sempre una nuova che le batte tutte!
Perchè la Gente è sempre più fuori dalla cognizione della propria vita.
Dal cappuccino tiepido decaffeinato con il cacao e senza schiuma chiesto alle undici e mezzo di sera in una tavolata di vodka&lemon, alla CocaCola Light con “per favore mi porti le patatine e se ce le ha anche le arachidi”, allo Spritz Aperol “analcolico senza ghiaccio senza arancia senza prosecco senza soda”, al tramezzino e mi tolga la lattuga sennò mi va in mezzo ai denti…
…il mio personal best è stato, me lo ricorderò a vita, un “Mojito con il Dietor per cortesia, che sono a dieta”.
E ce ne sono vagonate. Ma vagonate davvero.
E poi la cortesia.
Ma signori, la cortesia negli anni dove l’abbiamo lasciata?
Quando ho iniziato questo lavoro, anni addietro -e qualsiasi collega lo confermerà-, la Gente sapeva ancora sorridere. Sorrideva quando entrava e salutava, ringraziava, stava alle battute, stringeva amicizia con chi stava dietro il banco e portava il cuore con sè nel percorso della giornata.
Invece adesso no.
Adesso ci si sveglia al mattino con il telegiornale che parla di tristezze a random senza senso, fatte apposta per abbatterci e stenderci a tappeto con il morale sotto i sassi. E poi si beve il cappuccino con la brioche degustandolo come fosse cicuta e olio rancido, con il broncio, con le pretese, con il naso all’insù e i coglioni all’ingiù e la curva delle labbra tesa al pavimento.
Ricordiamoci di sorridere, Gente!
Le rogne le abbiamo tutti, ma il grazie alla cameriera è dovuto e non è un optional. Prendiamoci un secondo per berla in serenità la birretta o lo spritz… sorridete del sole, sorridete della pioggia perchè domani farà fiorire il vostro balcone, sorridete con gli amici e ancor più sorridete con gli sconosciuti…
Un sorriso è gratis, sempre… apre mille porte, libera la mente, fa bene a voi e a noi.
Ricordiamoci di sorridere!
29
Pubblicato il 22 ottobre 2014 6 commenti
alba d’Autunno –
fredda luce riporta
lacrime e pioggia
GRS
Temporali
Pubblicato il 22 ottobre 2014 1 Commento
Il cielo percuote la strada.
L’ira
nell’indifferenza di lampi
scagliati da elettriche mani distanti,
(come forche come artigli)
alabarde divine
a trafiggere la pace della notte.Come amanti improvvisi
scuotono il mondo
– ladri di quiete –
e fuggono la stasi
di quadri e acquerelli scoloriti –
ancora follie
nella pioggia d’ottobre.
GRS
Vodka e Basilico
Pubblicato il 20 ottobre 2014 3 commenti
Si eclissano
luci
nelle favole della mente,
nel profumo dolce di vodka
che – di notte, su ore di vuoto,
nei corridoi di alte torri infinite –
dimentica e riaffiora
il sapore breve di ricordi amari.
Ti copri d’una plumbea livrea,
Mattino,
quando respiri d’autunno
nei tuoi viaggi distanti dal mondo –
così,
nudo assolvi i peccati del tempo,
ed io
(creatura di nebbia)
ricordo le impronte del sole
nelle foglie stonate
d’un basilico acerbo.
GRS
Non hanno gli occhi
Pubblicato il 20 ottobre 2014 2 commenti
Le nostre mani
non hanno gli occhi,
gli occhi per guardare
il lento sfaldarsi dei sentieri del mondo
quando le rughe amare di antichi sorrisi
spengono
il tempo di cieli stinti
ornati dal sole di maggio.
Gli occhi per vedere –
al filo di arcolai avvelenati
si legano stoffe macchiate d’artifici,
arazzi di nulla
oltre le aride cornici
di immobili giorni d’Autunno.
GRS












