90

caldo che esplode

di papaveri un mare –

strade d’estate

[GRS]

Memento

Ebete pacata,
questa Luna
smezzata dalla notte –
squadra un mantra
di sogni spersi,
selvatici germogli
e bruscandoli
raccolti in ghirlande
in un concavo dire di rovi.

Corone contadine
sul palmo della mente,
palcoscenico aperto
per assolo a dita nude –
e il rumore del Sole
liquido si eclissa
nel corpo d’un pianoforte.

[GRS]

Filastrocca del vento di Maggio

Nuvole paperelle
nel fluido vento di Maggio,
stormo d’un cielo ribelle
che d’Inverno è mero miraggio.

Piovono a sera
degli aceri le dita sottili,
eliche sciolte a primavera
hanno l’eco bambina di voci gentili.

Di misure infinite ricordo il verde
che il cuore innamora
e il tempo disperde –
e nel Sole le biciclette corrono ancora,
nel salotto d’una morbida aurora.

[GRS]

Mele

Spiove la nebbia
sui sentieri di casa.
Mele caramellate,
dense come petrolio
– lucido –
veleno d’oltraggi
in seno a scarlatte follie…
mormorano di fiere autunnali,
al passo di stagioni
che invocano giorni
coperti di zucchero bruciato.

E odore di castagne,
mele cotte –
morbide come anziane rughe
sulla pelle
di voi che andaste,
a spalle grandi e mani aperte,
oltre i pozzi della memoria.

Scheletrici ricordi sotto il sole,
torsoli di corpi avvizziti,
oggi
restano vasi di fiori
a capo chino sul comò –
e domani,
crisantemi nell’ombra.

[GRS]

Poesia vincitrice del Primo Premio al Concorso di Poesia e Fotografia “Rainbow”, tenutosi a Roma il 24 Aprile 2015, con la seguente motivazione:
Il rapporto tra poesia e cibo è presente in maniera squisitamente evocativa. Ogni immagine che riporta l’autrice ha sapori ben definiti e fissati nella memoria, accende un ricordo, profondamente vivo e molto caro a chi lo scrive.
Apprezzabile è l’accurata ricerca delle parole che si sciolgono in gradevoli suoni e conferiscono alla lirica una struttura snella che si libera senza schemi. Le strofe scivolano morbidamente nelle sequenze di racconto e lo accompagnano con dolce malinconia in un’abile alternanza di passato e futuro su cui va ad adagiarsi leggero il velo di tristezza, la consapevole ineluttabilità del destino, che pervade il cuore della poetessa.

89

disegni in cielo –

nuvole rincorrono

venti d’aprile

[GRS]

Dell’abitudine

Pioggia morta.
E nell’Isonzo
scorro –
nel fango di rivi lenti
come il passo di qui,
il piede dell’abitudine
stesa lungo le strade
con i piccioni
incollati ai pali
che aspettano

aspettano
un botto forte
di grano maturo come il sole
che spiove
e resta oltre il fiume.

[GRS]

88

terre al tramonto –

pigolano nell’oro

nidi di rondine

[GRS]

81

cipria a pennelli
fra mani di ciliegio –
sguardo al tramonto

 

[GRS]

Katauta [9]

rami abbracciati
ingabbiano il tramonto –
venere fra le dita

 

[GRS]

Baishù [3]

arpeggiano la notte
melodie fra le ombre del tempo –
soffice una lacrima
ancora ricorda il tuo nome

 

[GRS]