Uscita Numero 17: Aprile/Giugno 2017

Sulla rivista “ALIBI / Altrove Letterario”, numero 17, partecipo nuovamente con alcuni testi poetici.
Grazie alla redazione che mi ha scelta, grazie a chi passerà a leggere.
Scaricabile dai link nell’articolo allegato.

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Numero 17 Alibi Rivista - Fronte

Benny Nonasky, Gaia Rossella Sain, Attilio Scatamacchia, Vincenzo D’Urso, Giulio Perri, Davide Rissone, Walter Ausiello, Simone Carucci, Calamo Inchiostrato, Ludovico Polidattilo, Elisa Mazzieri, Francesco Foddis, Rosario Bocchino, Salvatore D’Antoni, Manuel Crispo. Illustrazioni di Mattia Riami.

      Care lettrici e cari lettori,

    Atti scaramantici a parte, vi informiamo che è stato pubblicato il numero 17 di Alibi altrove letterario.

    Potete leggere il numero 17 nelle seguenti modalità.

    Versione Cartacea (pagamento)

    Versione sfogliabile (gratuita)

    Per qualsiasi dubbio potete rivolgervi alla e-mail rivista.alibi@gmail.com.

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    Fra 17 e 19

    Fra 17 e 19 sillabe, l’abituale conta degli haiku inframezzata da un katauta.

    vigne in prevàl* –
    quante mani al lavoro
    al primo caldo
    #haiku   8 marzo

    una mimosa –
    solo un rametto giallo
    fra piatti e pentole
    #haiku   8 marzo

    luci di notte –
    ho ceduto ad un’onda
    la memoria del mare
    #katauta   10 marzo

    resto a guardare
    dietro i meli fioriti –
    goriska brda**
    #haiku   23 marzo

    i primi caldi –
    una barca spiaggiata
    aspetta il mare
    #haiku   31 marzo

    segni di fumo –
    cosa racconta il cielo
    a primavera?
    #haiku   1 aprile

    [GRS]

    * Il Prevàl è una piana racchiusa fra i rilievi del Collio goriziano, coltivata a viti e cereali e percorsa da innumerevoli sentieri pedonali e ciclistici immersi in un’oasi di pace.

    ** Goriska Brda, il Collio sloveno

    Fare Voci, numero di marzo 2017

    Sul numero di marzo di Fare Voci, la rivista di scrittura della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, una recensione di Giovanni Fierro alla mia silloge “Di Nuvole e Lontananza” con una breve intervista.
    Grazie mille, comparire fra queste righe è un piccolo grande onore!

    Voce d’autore           —————————-

    L’attesa delle parole

    Gaia Rossella Sain, nuvole e lontananza

    di Giovanni Fierro

     

     

    Gaia Rossella Sain Di nuvole e lontanza

     

    E’ un esordio riuscito, quello di Gaia Rossella Sain con la raccolta poetica “Di nuvole e lontananza”.
    Una pubblicazione che nelle sue trenta pagine parla del “restare” e del “tempo”, dove lo scrivere è una tela su cui si muovono immagini e sensazioni.
    La Sain è capace di mostrare in trasparenza il tessuto del vivere, quello che si intreccia con il ricordo e con ogni possibile coniugazione del presente.
    Le poesie di queste pagine hanno sempre la presenza della natura, essenza vitale che c’è e rimane.
    Lo scrivere di “Di nuvole e lontananza” è un continuo sguardo, che non si stanca di porsi domande e accettare risposte, anche quando mostrano i segni di ciò che si rompe e manca.
    Non si fa da parte Gaia Rossella Sain, affronta le lontananze di una vita con l’invidiabile coraggio di chi sa che ogni mancanza è una possibilità in più, per raccontare l’irripetibile presenza.

    dal libro:
    Daremo al tempo la colpa
    (a te che non sei)

    Verranno i giorni
    e daremo al tempo la colpa,
    dove l’attesa svanì il desiderio
    e l’egoismo
    chiarì il destino d’ognuno.

    Piccoli verbi
    crescono di tramonti
    tesi alla memoria –
    corpi mutevoli
    senza nature di foglie.

    E verranno le stelle –
    petali
    in calici aperti.

    Dell’abitudine

    Pioggia morta.

    E nell’Isonzo
    Scorro –
    nel fango di rivi lenti
    sotto il passo di qui,
    il piede dell’abitudine
    stesa
    lungo le strade
    con i piccioni
    incollati ai pali
    che aspettano

    aspettano un botto forte
    di grano maturo come il sole
    che s’inchina
    e resta oltre il fiume.

    Per non farsi male

    La paura di toccare
    per non farsi male
    perché dicevi

    attenta che ti morde
    attenta che ti prende

    Così mi resta
    il colore vacuo dell’infanzia –
    e nel toccarsi,

    già la paura di perdersi.

    Senza titolo, rileggendo

    Ho l’ombra di un tempo rotondo
    attaccata al tallone,
    girarsi voltarsi
    saltar la campana –

    ma i tuoi ricci non fuggono il buio di un anno,
    davanti agli occhi le dita
    e il cuore in ritardo.

     

     

    Gaia Rossella Sain

     

     

    Intervista a Gaia Rossella Sain:

    In questo tuo libro c’è tanta natura (tramonti, foglie, castagne, mele, semi, terra…), che sembra sia il punto da cui partire, per scrivere queste poesie. E’ anche il punto a cui ritornare?
    Il mio scrivere nasce quasi sempre dalla natura, dal suo farsi partecipe delle nostre piccole vicende private, e spettatrice in quelle di respiro più grande. È un punto a cui tutti dobbiamo tornare, per me è anche il punto dove restare. Sentirsi a casa guardando il cielo o sapere che la collina accoglierà sempre i miei passi scalzi, è in alcuni momenti consolazione e in altri forza e risorsa.

    Nella tua raccolta c’è sempre un qualcosa, o un qualcuno, che svanisce, che sfugge (penso in particolare alle poesie di pag. 22, 26, 27). Sono queste le ‘nuvole’ del titolo?
    Il titolo della raccolta è una citazione di Montale, estratta da una lettera del 1933 diretta a Irma Brandeis. “La mia filosofia? Non ne ho. Ne hanno estratto più di una dai miei versi, ma a torto. Per me la poesia è questione di memoria e dolore. […] Mia cara Irma, io sono abituato a cibarmi di nuvole e lontananza, ma tu meritavi qualcosa di meglio!”. Amo la poesia di Montale e, quando incrociai per la prima volta questo suo scrivere, lo sentii tremendamente vero e condivisibile. Fu come trovare il pezzo mancante di un puzzle – io che di nuvole vivo, sono affascinata dalla dicotomia che esprimono: la loro fugacità è splendida libertà ma anche dolorosa illusione… come le presenze, non solo fisiche, della mia vita e di questi testi, sfuggite alla terra per esser di cielo nelle diverse sfumature degli addii.

    Come e dove, ti poni all’interno di queste tue poesie, qual è il posto del tuo stare fra queste pagine?
    Questi testi sono stati scritti fra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, periodo durante il quale il mio stare era un perpetuo annaspare, affogando fra le parole e le nuvole che li compongono. Ci è voluto un anno per alzare la testa, masticando i versi fino a metabolizzarli. Oggi, il mio posto è accanto a queste poesie: ho superato la tregua del silenzio, le sento mie ma non più armate e battagliere. Posso prenderle per mano e leggerle senza vacillare.

     

    Gaia Rossella Sain

     

    C’è una memoria, un passato, che piano piano prende sempre più la scena, fino a diventare protagonista. che memoria è? quale il suo cammino?
    Pensando alla risposta da dare a questa domanda, per molto ha vagato nella mia testa l’espressione inglese “to linger” – ho cercato di rendere nel modo più adatto questa espressione, eppure la traduzione italiana “indugiare” non ha la stessa forza evocativa.
    Questa silloge è interamente incentrata sulla memoria di un passato, velato dal filtro di una leopardiana nostalgia. È il racconto di un addio, di una separazione, di un ricordo che è stato torsione di stomaco e che si è trascinato a lungo – a questo addio si sono fuse le sfumature di altre separazioni, uno ieri che sfugge ma che resta più ingombrante dell’oggi.
    Come ho già detto, il percorso di questa memoria oggi è fianco a fianco con i miei passi – è un cammino che mi vede partecipe e non spettatrice, voce accesa e non sopita. Una memoria che è diventata cosa preziosa, nostalgia creativa che stringe il cuore e che, nel ricordo di quel che è stato, lascia la consapevolezza di ciò che è.

    Ci sono, e riecheggiano, anche gli haiku. In che modo fanno parte di questo libro?
    Gli haiku sono diventati, da un paio di anni, compagni fedeli di viaggio; sono sempre stata appassionata di oriente (studiai Lingue Orientali all’università) e ho iniziato a scrivere haiku come esercizio tecnico e stilistico quasi per gioco, in momenti in cui l’ispirazione e la parola avevano bisogno di una guida e di uno stimolo diverso – inoltre, il mio fare poesia è molto legato alla natura, elemento fondamentale di gran parte della poetica orientale: la stagionalità, la partecipazione emotiva nei confronti del mutare delle cose umane e del mondo, la nostalgia che ne deriva… sono tutti temi che ritrovo sia nel fare haiku sia nel fare poesia.
    Posso dire che la forma di questa raccolta si sia consolidata grazie all’influenza risolutrice degli haiku.

     

     

    l’autrice:

    Gaia Rossella Sain è nata nel 1987, vive a Udine. Alcuni suoi scritti sono stati segnalati in diversi concorsi,
    e numerose sono le pubblicazioni in antologie. Fra queste “Cervo Bianco” (a cura di Fabrizio Corselli) e i
    volumi di haiku “Hanami: Primavera” e “Hanami: Estate” (Edizioni della Sera).
    Appassionata di poetica haiku, nel 2015 inizia a promuovere questa forma d’arte attraverso una mostra
    fotografica itinerante dal titolo “Istanti” e con “Haiku nello zaino”, un progetto scolastico rivolto alle
    scuole elementari.

    web: https://gaiarossellasain.com/

     

    (Gaia Rossella Sain “Di nuvole e lontananza”, edizioni Culturaglobale, pp. 33, 2016)

    Ecco il link alla pagina, per leggere altre parole di grandi autori:
    http://www.isontina.beniculturali.it/index.php?it/413/fare-voci-rivista-di-scrittura

     

    La conta degli haiku

    Mi accorgo che da molto non facevo la conta degli haiku – raccolti da ottobre ad oggi, lasciati fra la nebbia, i gatti e le loro lune.

    macchie di bianco
    sull’orizzonte secco –
    aironi in sosta

    piena normale –
    nessuno sguardo al cielo
    il giorno dopo

    pesa l’autunno
    sopra i rami bagnati –
    resta la nebbia

    novembre appena
    e strade illuminate –
    ma quanta fretta

    vetri ghiacciati –
    stamattina all’asilo
    sciarpe e piumini

    fine dell’anno –
    speriamo fili liscio
    almeno l’ultimo

    la prima neve –
    sembra sia primavera
    dal mio fioraio

    bora alla porta –
    le fusa sul divano
    in sottofondo

    si vede appena
    il naso della luna –
    persi anche i gatti

    sedie sull’uscio –
    le comari raccontano
    sere di allora

    oche selvatiche
    vagano nella nebbia –
    fra i filari anch’io

    giocano assieme
    batman, zorro e i pirati –
    odor di fritole

    sotto la pioggia
    la maschera di un gatto –
    martedì grasso

    una staffetta
    di bora e sole a marzo –
    cambio giubbotto

    dodici gelsi –
    anche il campo si allunga
    con il tramonto

    [GRS] #haiku

    Stai negli occhi.

    “Di nuvole e lontananza”, recensione di Eufemia Griffo

    Parole e pensieri dell’amica poeta e haijin Eufemia Griffo, in una recensione alla mia silloge “Di Nuvole e Lontananza”.
    Grazie mille Eufemia!

    Avatar di Eufemia GriffoIl fiume scorre ancora

    libro

    “Di nuvole e lontananza”,
    di Gaia Rossella Sain

    Ho sempre amato la poesia di Gaia Rossella Sain. Per molti motivi, ma soprattutto per uno in particolare. Per le emozioni che sanno trasmettere le sue parole, scelte con cura, con rispetto, evocative e infine potenti dal punto di vista espressivo.
    Parole che ti prendono per mano e ti fanno scendere fin dentro al cuore della poetessa, nella sua anima che si dischiude al pari di un fiore, pronta per essere “accarezzata” dal lettore.
    “Di nuvole e lontananza” la silloge della Sain, è immersione nella bella poesia, raffinata e contemplativa. Si entra nei suoi versi e nei suoi vissuti a piccoli passi, affrontando la lettura lentamente e assaporando ogni parola che dipinge il verso. Pennellate di Poesia, che conducono il lettore a provare differenti sensazioni che come un raggio di sole ti sfiorano.
    Ci sono i ricordi nelle poesie di Gaia, memorie…

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    Calici inVERSI, domenica 29 gennaio

    Serata di poesia, di verso in verso in Enoteca a Cormons.
    Domenica 29 gennaio, ore 20.30.

    Letture di Giovanni Fierro, Salvatore Cutrupi, Chiara Dorigo legge Alda Merini, Sohana Elisa Bernardinis legge haiku.
    Presenta Gaia Rossella Sain.
    A cornice, il progetto Istanti a colorare le pareti dell’Enoteca fra haiku e fotografia!

    GIOVANNI FIERRO
    Onora sempre le bolle di sapone
    come l’uomo sono fatte di fiato
    provengono da un respiro
    come il corpo umano sono una tessitura d’acqua
    con trasparenza mostrano il silenzio.
    Un soffio le fa volare nell’aria e vanno
    si rincorrono come baci
    come la vita non ritornano.

     

    CHIARA DORIGO legge ALDA MERINI
    Ecco un bianco scenario
    per tratteggiarvi l’accompagnamento
    degli oggetti di sfondo che pur vivono.
    non ne sarò l’artefice impaziente.
    Berrò alle coppe della nostalgia,
    avrò preteso d’ozio nelle lacrime…
    perché non mi ribello alla natura:
    la mia lentezza li esaspera…
    La mia lentezza? No, la mia fiducia.
    Per adesso è deserto.
    Il mondo può rifarsi senza me,
    E intanto gli altri mi denigreranno

     

    SALVATORE CUTRUPI
    A volte
    nelle narici
    il sapore dei fiori
    dove nacque il mio sangue
    l’odore del mare
    dove infante annaspavo
    fianchi cinti di zucche vuote
    a volte
    acre bruciore di roghi d’agosto
    erba di casa inondata dal sole
    aroma di olive cadute e raccolte
    essenza di bergamotto
    che m’ingentiliva le ascelle
    nei giorni di festa
    mosto nell’aria
    d’acini pigiati a piedi nudi
    a volte
    anzi sempre nel cuore
    il ricordo di te madre
    che m’allattavi nella fame
    tra lo scoppio delle bombe.

     

    SOHANA ELISA BERNARDINIS legge #haiku
    nel palmo aperto
    tutto il vento raccolto
    di quest’inverno
    *
    traffico lento –
    fioccano fitti fitti
    semi di pioppo

     

    GAIA ROSSELLA SAIN
    Ti ho vista stanotte,
    mi sei entrata dentro
    e a mani tese hai cercato –
    a scavare la fossa al cuore
    basta un centimetro di silenzio,
    e il canto nudo della luna
    lascia le spalle fredde
    quando fuori
    la sera
    tarda a farsi gentile.
    Mi sei entrata dentro
    e a mani tese hai cercato,
    hai trovato forse il mare
    – raccolto a grappoli
    sul filo dell’acqua che sale.

    Fare Voci, Sabato 21 Gennaio

    un invito / rassegna “FARE VOCI GORIZIA”, 21 gennaio 2017

    Riprende con l’anno nuovo l’appuntamento
    di “FARE VOCI GORIZIA”.
    Un’altra serata per ascoltare le voci d’autore,
    di poesia e musica e pittura.
    Ecco di seguito tutti i particolari.
    E tutti invitati!!

    **sabato 21 gennaio 2017 – ore 20.45

    galleria d’arte “PROLOGO”
    via Graziadio Isaia Ascoli 8/1, Gorizia
    http://www.prologoart.it

    letture di:
    Gaia Rossella SAIN
    Francesco TOMADA
    Chiara BALDINI

    musica:
    Stefano SCHIRALDI, voce, chitarra e canzoni

    espone:
    Paola GASPAROTTO, pitture

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    **La serata:
    La nuova voce di Gaia Rossella SAIN, con le poesie
    dalla raccolta “Di nuvole e lontananza”, suo felice esordio.
    L’intensità di Francesco TOMADA, friulano di Gorizia,
    con il suo recente “Non si può imporre il colore ad una rosa”,
    lavoro già acclamato da critica e pubblico.
    E da Ravenna c’è Chiara BALDINI, autrice di “Prugne sulla pelle”,
    pagine di raffinata e incessante ricerca artistica.
    E le canzoni di Stefano SCHIRALDI, cantastorie da applausi
    e fine narratore dell’umana resistenza.

    Gaia Rossella SAIN:
    “un botto forte
    di grano maturo come il sole
    che s’inchina
    e resta oltre il fiume”

    Francesco TOMADA:
    “possiamo fare pace ma le nubi
    sono scure dappertutto come pachidermi
    e non ho mai sentito il cielo
    che si scusa per un temporale”

    Chiara BALDINI:
    “Mi proteggo e scopro il fuoco.
    Nella nostra paura ricomincio da capo.
    Non si finisce mai di cadere dal nido”

    “Di Nuvole e Lontananza”, recensione di F.Corselli

    Buonasera, amici di WordPress! Stamattina una bella sorpresa mi ha dato il buongiorno: la prima recensione “ufficiale” della mia silloge Di Nuvole e Lontananza (ed Culturaglobale), scritta dal Poeta Fabrizio Corselli per Babette Brown.

    Di seguito un estratto, e click qui per il link con la recensione completa.

    Quella di Sain è una poesia tattile, che procede quasi per sinestesie e metonimie, tanto da trasformare il linguaggio poetico in linguaggio iconico. Immagini tratteggiate con la lievità d’un pennello, come di un pittore assorto sulla riva del fiume, mentre ne contempla il flusso continuo; un fluire che si affida a una sensibilità che è colonna sonora d’un paesaggio interiore, in cui Sain ben definisce le proprie emozioni e i propri sentimenti. In alcuni passaggi si raggiunge perfino una vera e propria esplosione sensoriale (dalla poesia Mele: “Spiove la nebbia / sui sentieri di casa. // Mele caramellate, / dense di petrolio / lucido / veleno d’oltraggi / in seno a scarlatte follie – / mormorano di fiere autunnali, / al passo caduto di stagioni / e giorni di zucchero bruciato”). Le forme si mescolano e si fondono con gli oggetti della realtà, quasi in un ineccepibile correlativo oggettivo. Lo stato d’animo è così espresso non in maniera diretta ma attraverso oggetti, eventi o situazioni che rappresentano l’equivalente dell’emozione. Una dimensione formale che, unita alla forte componente lirica precedentemente citata, diviene sintesi assoluta di tale poetica. A sostegno di ciò, cito dalla poesia Dell’abitudine, i versi “E nell’Isonzo / scorro –“, a mio avviso, esempio perfetto di metafora esistenziale.

    Chi mi conosce sa quanto io stimi il lavoro e la professionalità di Fabrizio Corselli: la sua recensione è per me un piccolo grande traguardo. Grazie mille!

    L’intervista a Gaia Rossella Sain, autrice di Memorie di una geisha

    La mia intervista per il multiblog “Memorie di una Geisha”, community dedicata agli haiku e alla poesia orientale. Grazie all’admin Eufemia Griffo per avermi invitato a partecipare, e grazie a tutti per la lettura!

    Avatar di Eufemia GriffoMemorie di una Geisha, multiblog internazionale di Haiku

    gaia

    1) Presentati brevemente, indicando anche il tuo blog, se ne usi uno per pubblicare.
    Gaia Rossella Sain, classe ’87, da anni lavoro nella ristorazione in Friuli Venezia Giulia. Oltre alla poesia in ogni sua forma, sono appassionata di fotografia, musica, storia e filosofia.
    La mia pagina web è http://www.gaiarossellasain.com, dove pubblico versi e aggiornamenti sugli eventi ai quali partecipo.

    2) Quando hai iniziato a scrivere cosa ti ha spinto e perché?
    Ho sempre scritto molto, fin da bambina: ricordo la mia prima poesia, con dedica alla Luna, risalente alle elementari. Inizialmente amavo raccontare storie: l’adolescenza è stato il periodo della prosa, soprattutto fantasy e narrativa storica. Al termine di una parentesi personale un po’ buia, nel 2013 ho ripreso con la scrittura e le mie parole hanno trovato la strada definitiva nella poesia. È stato principalmente un modo per far uscire aspetti del mio intimo che riuscivano a prendere forma…

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