Categoria Poesie

Senza Titolo // Rileggendo

Ho l’ombra di un tempo rotondo attaccata al tallone, girarsi voltarsi saltar la campana – ma i tuoi ricci non fuggono il buio di un anno, davanti agli occhi le dita e il cuore in ritardo.   [GRS]

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Intervista per “Fare Voci”

Per il numero di Novembre 2015 di Fare Voci – Giornale di Scrittura, della Biblioteca Statale Isontina, un’intervista di Giovanni Fierro a quattro autori friulani che si sono diversamente cimentati con l’arte dello haikai. Di seguito il testo integrale. Scrivere haiku, nell’oggi e nei perchè Le parole di Gaia Rossella Sain, Gabriella Musetti, Claudio Grisancich, […]

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Saliscendi

È un corpo a corpo di lontananze estese fra un mare e un altro – un addio di porcellana, talea di due che vengono e vanno scalza sono salita – non lampeggiano le fermate in questo tram a sedili svuotati. [GRS]

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Poiane

Restano ferme a sapere del bianco il muoversi lento, di vigne e di cielo la sposa e gli altari – tra le ali sospese è la dimensione del tempo. [GRS]

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Corpi

Sfiducia la terra questo corpo nel corpo eretto mi cammino dentro – è nudo di nuvole un fioco appendersi del cielo a rincorrere il bianco ogni contrario è il suolo del mio appartenere. [GRS]

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Epigrafe di due

Siamo per essere due nell’ora che viene la sera. [GRS]

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Passi

E i passi che abbiamo contato quando il silenzio era lo spazio – o l’anarchia – fra due distanze, i passi che ricordo avevano il tempo di un altro Chopin. E il mio vizio d’essere in anticipo cresceva con te d’Amore lucciole in Inverno. [GRS]

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Katauta [12]

oltre i vigneti l’allungarsi delle ombre – si inchina un girasole [GRS]

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FaRE VoCI & OGGi

Locandina della serata di Sabato 11 Luglio, a Clauiano: di voci, di suoni, di immagini – per fare poesia nello spazio di una sera d’estate. Con Luisa GASTALDO, Raffaele BB LAZZARA, Gaia Rossella SAIN, Chiara DORIGO. Musiche di Sandro CARTA. FaRE VoCI al circolo Gli Artisti invito 11 luglio 2015 (1)

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La parte che soccombe

La parte che soccombe l’incuria del sé è la schiena che resiste sacchi di sogni, illusa contentezza distratta nel tuo fluttuante disegno. La parte che soccombe sono io che mastico avanzi e piatti incrinati con la foga nei ventricoli come se il cuore fosse di un’immensa fame un tavolo imbandito di silenzi. [GRS]

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