Intervista per “Fare Voci”

Per il numero di Novembre 2015 di Fare Voci – Giornale di Scrittura, della Biblioteca Statale Isontina, un’intervista di Giovanni Fierro a quattro autori friulani che si sono diversamente cimentati con l’arte dello haikai.
Di seguito il testo integrale.

Scrivere haiku, nell’oggi e nei perchè

Le parole di Gaia Rossella Sain, Gabriella Musetti, Claudio Grisancich, Patrizia Dughero

 

di Giovanni Fierro

Scrivere haiku è un qualcosa di particolare.
È un gesto poetico importante, che permette di cogliere qualcosa che sta succedendo, con tutto il suo stupore e semplicità, e con la capacità di condividerlo con chi si pone in lettura.
Un momento, una frazione di un qualcosa, poche parole e una messa a fuoco immediata e senza fraintendimenti.
È prezioso questo sguardo che diventa haiku, specie in un tempo come il nostro dove tutto e tutti corrono, senza mai fermarsi.
Scrivere haiku è forse questa scelta, di fermarsi, di raccogliere un tempo e una immagine, portarli nella forma scritta e lì farli vibrare, a piacere.

Nato nel diciassettesimo secolo in Giappone, l’haiku affascina per la sua brevità, ovvero il suo essere formato da diciassette sillabe, divise in tre gruppi, tre righe.
E questa forma così semplice lo rende efficace, lo fa essere strumento d’espressione che si manifesta in tutta la sua bellezza.
E così, sulle tracce poetiche di haiku e autori, in questo numero spazio a Gaia Rossella Sain, Gabriella Musetti, Claudio Grisancich e Patrizia Dughero, poeti che con l’haiku hanno confidenza, con una loro intervista, per conoscere le loro idee e impressioni a riguardo, e con una scelta di loro haiku, per continuare la lettura.

 

gaia rossella sain

(Gaia Rossella Sain)

 

 

***l’intervista:

Qual è la forza dello haiku?
Gaia Rossella Sain
“La sua eleganza semplice e diretta.”
Gabriella Musetti “E’ la sua brevità e la sua perfezione, il suo linguaggio semplice, la natura come riferimento, l’uso delle immagini che sbalzano la mente altrove, la mancanza di orpelli, di figure retoriche della nostra tradizione, la scelta del qui e ora e contemporaneamente l’apertura imprevista sull’universale, è il suo vuoto, il non detto, in tentativo di annullare l’io: tutti elementi che portano le parole nel profondo, a scavare il nucleo della realtà, a far progredire il pensiero in un cammino di ricerca.”
Claudio Grisancich “L’assoluta sospensione di ogni giudizio morale(ggiante).”
Patrizia Dughero “Quella di frequentare la domanda, per accarezzare il senso della poesia come attrazione. La brevità, inoltre, è la sua forza principale. E poi la costrizione, cioè il canone, quella regola di cinque/sette/cinque sillabe, che da secoli viene tramandata. A seguire, quasi una conseguenza, la forza delle piccole cose e della semplicità. Tutte queste qualità chiamano quella che a mio avviso è ancora da indagare e le racchiude in un insieme: la gentilezza.”

 

Gabriella Musetti

(Gabriella Musetti)
In che modo la sua forza permette di raccontare il nostro tempo, il nostro quotidiano?
GRS
“ In un oggi dipinto di aggettivi e merletti, dove la poesia è spesso un vezzo da moderni narciso, l’onestà e il rigore formale dello haiku (e di molti altri generi di poesia orientale) sono uno dei pochi mezzi per raggiungere e centrare un pensiero senza perderlo lungo il sentiero del quotidiano.
GM “Credo che oggi lo haiku abbia uno spazio importante, per chi lo ama, perché decentra lo sguardo, offre prospettive insolite di osservazione del mondo, a partire dalla realtà più vicina, quotidiana. L’osservazione attenta della natura, e la ricerca di un equilibrio, nella vita degli esseri umani che li riconnetta all’ambiente naturale sono elementi da riscoprire, valorizzare; fondano un senso di civiltà meno precario e consumistico di quello a cui siamo abituati. Insegnano il rispetto delle risorse e uno stile di vita più semplice. Sono anche educativi per la nuove generazioni.”
CG “La particolare costruzione metrico-sillabica (5/7/5), centra il cuore del proprio pensiero.”
PD “Attraverso un’attenta osservazione della realtà possiamo azzardare a dire del nostro tempo e applicandoci agli elementi della natura, sempre uguali a se stessi eppure in perenne cambiamento, parlare del nostro ambiente. Guardandoci attorno, secondo le tecniche dell’haiku, possiamo soffermarci sulla stagionalità e ricorrere al Tempo, tempo storico, e poi al piccolo tempo, quello dello scorrere del nostro quotidiano.

A quale arte assomiglia, e perché?
GRS
“All’arte della fotografia, per quel modo che hanno entrambi di voler giocare con gli istanti per imbrigliare e costruire un attimo di memoria sospesa.”
CG “Si apparenta alle “illuminazioni”, per la capacità di penetrare ‘pensieri non pensati’.”
PD “A me sovviene, senza alcun dubbio, l’aikido, arte definita “marziale” che ho avuto la fortuna di praticare con il Maestro Maruyama, fondatore dell’ “aikido senza confini”, che diceva: “Ogni singolo fiume ha un nome, tuttavia questi nomi scompaiono quando i fiumi sfociano nel grande oceano”. La mia visione è che, come i fiumi, essi sfocino insieme e confluiscano in una grande unità.”

 

Grisancich

(Claudio Grisancich)

 

Fa cambiare, in qualche modo, il rapporto con le parole usate per chi scrive?
GRS
“Esercitare lo haikai (l’arte di scrivere haiku) insegna a dire ciò che davvero serve, senza inutili orpelli a coprire il senso di un pensiero.”
GM “Soprattutto sul piano del linguaggio lo haiku mi induce a lavorare di scavo, per affinare, tagliare, selezionare le parole con maggiore attenzione. E’ una ricerca, una disciplina interiore che mi dona strumenti nuovi, diversi (per la mia cultura occidentale), con cui confrontarmi, imparare.”
CG “E’ un buon deterrente, per arginare spesso la gratuità di soverchia aggettivazione.”
PD “Ho sempre pensato che haiku è espiro del movimento poetico, dopo aver inspirato tutto e quanto più possibile ci circonda. Inoltre penso che l’haiku debba essere praticato con innovazione, cercando le sua estensione, più che le luminose regole che lo hanno condotto a noi.”

 

Patrizia Dughero

(Patrizia Dughero)

 

Da cosa nascono i vostri haiku?
GRS
“Sempre dall’osservazione, in primis della natura e dei suoi rituali stagionali. Spesso sono espressione di un bisogno, di voler esprimere un’epifania che si perderebbe se scritta in altro modo.”
GM “I miei haiku nascono da questa necessità, che sento dentro, di trovare percorsi nuovi di scrittura, di allargare il mio sguardo a dimensioni di profondità che trovo nei versi di tanti autori del passato che leggo con cura. E’ un confronto che agisco con rispetto, con amore.”
CG “Sono frutti di una brevissima e irripetibile stagione. Li ho scritti dal 23 dicembre 2011 all’8 gennaio 2012; per togliermi, all’epoca, qualche sassolino dalle scarpe di un malessere esistenziale e ideologico: l’eruzione vulcanica in mezzo a un oceano che all’improvviso fa emergere un isolotto, cessata l’attività eruttiva lo scoglio riaffonda, scompare senza lasciare alcuna traccia sulle mappe dei naviganti.”
PD “Dallo sguardo, possibilmente dell’infanzia. Spesso nascono dalla fusione dei vari elementi distribuiti tra l’altezza della montagna e la vastità del mare, che permettono la metafora dell’acqua che scorre, fiume verso oceani. E non c’è che dire, i miei haiku, sono haiku di scoglio. Ancor di più, ogni haiku è uno scoglio, scoglio d’haiku. Non sono ancora riuscita a comporre haiku che parlino di una stanza di città, di un frigorifero vuoto etcc. Ho molto rispetto per quel tipo di haiku, quello metropolitano e poco naturalistico; riconosco che quelli di Kerouac, in particolare, abbiano un grandissimo valore, ma io non riesco a scrivere se non pensando almeno a un elemento naturale.”

 

 

***i testi:

GAIA ROSSELLA SAIN

[42]
vini novelli –
si vestono di rosso
calici e strade

[59]
primi aquiloni
sulla linea del cielo –
vento sospeso

[66]
sfoglia nel bruno
una sola betulla –
sposa d’autunno

[72]
luna che ride
oltre il mare riflesso –
mite orizzonte

Gaia Rossella Sain nasce e cresce in Friuli Venezia Giulia. Nel 2014 alcuni suoi testi vengono selezionati e inseriti nell’antologia “Cervo Bianco”, curata da Fabrizio Corselli, alla quale fanno seguito segnalazioni e premi a concorsi nazionali e pubblicazioni in diverse antologie.
Si segnala “Hanami – Primavera” (2015, Edizioni della Sera), progetto per la diffusione dello haiku.
Fra gli altri progetti, nel 2015 combina l’arte dello haiku a quella della fotografia in una mostra itinerante dal titolo “Istanti”.
web: https://gaiarossellasain.com/

GABRIELLA MUSETTI

Limpidamente
un soffione dorato
apre la vita

Sera di maggio.
Sul pruno un merlo canta
s’apre una stella

Pende dal fusto
un pomodoro rosso
secco di rovi

Sul prato stanno
biglie di terracotta:
strani guerrieri

Gabriella Musetti, nata a Genova, attualmente vive a Trieste. Organizza “Residenze Estive”, incontri internazionali di poesia e scrittura a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia. Dirige la Rivista “Almanacco del Ramo d’Oro, Nuova serie”, semestrale di poesia e cultura. Si è occupata di saggistica per la scuola e di scrittura delle donne. Collabora a diverse riviste nazionali. E’ socia della Società Italiana delle Letterate. Ha recentemente fondato, insieme ad altre, la casa editrice Vita Activa: http://www.vitaactivaeditoria.it
Nel 2015 è uscita la sua più recente raccolta poetica, “La manutenzione dei sentimenti”, per Samuele Editore .

 

 
CLAUDIO GRISANCICH

37
ceni da solo
nella grande cucina
quanto sconforto

65
la lingua pronta
la fantasia sfrenata
politicante

97
è morto, riguardo!
ma scappa da ridere
così è la vita

99
incitamenti
sangue quasi soffochi
bello nascere!

Dalla raccolta “99 haiku metropolitani” (ed.’fuorilinea’, Roma, 2013- ristampa 2014).

Claudio Grisancich (1939) vive a Trieste; ha pubblicato una quindicina di titoli fra raccolte di poesie e plaquettes. E’ anche autore di vari testi teatrali (tutti rappresentati).
Poeta soprattutto in dialetto, scrive e pubblica su riviste anche poesie e racconti in italiano; collabora con la RAI (originali e sceneggiati radiofonici, speciali televisivi); sue poesie sono tradotte in sloveno, inglese, francese e tedesco.
Nel maggio del 2011, per i tipi della LINT-Editoriale, Trieste, esce il volume “Conchiglie – sessant’anni di poesia (1951-2011)” che raccoglie l’intera sua produzione poetica in dialetto di Grisancich (1°Premio Biagio Marin, 2011; 1°Premio Giovanni Pascoli, 2012).
Nel settembre di quest’anno ha pubblicato le poesie in dialetto “Cafè de moka e Dediche”, pubblicato da Hammerle ed., Trieste.

 

 

PATRIZIA DUGHERO

Sto / Stojim

Ancora cerco.
Sullo Scoglietto, il faro …
ora s’è acceso.

Še vedno iščem.
Na Scogliettu4 svetilnik …
Zdaj je zasijal.

Senza kigo / Brez kiga

Versano Mare
in orci senza fondo
le ninfe beate.

Točijo Morje
v lončene vrče brez dna
blažene nimfe.

Redinoce / Redinoce

Impermanenti
sculture di granito
cigni sul mare.

Nepermanentne
granitne skulpture
labodi na morju.

Notte / Noč

Là sul lido c’è
la morte che spia, porta
occhi socchiusi.

Tam na obrežju
preži smrt na nas s
priprtimi očmi.

Dalla raccolta “Filare i versi / Presti verze”, Qudulibri 2015

Patrizia Dughero è di origine friulana, si è laureata a Bologna, dove vive e lavora. Ha ricevuto diversi premi letterari ed è presente in antologie sia di racconti brevi che di poesie. Attualmente la sua attività si concentra su articoli e progetti editoriali. Recensioni sulle sue poesie sono inserite in riviste letterarie, in Italia e in Slovenia e le sue poesie sono tradotte in spagnolo e sloveno.

Da qualche anno sta svolgendo studi sul linguaggio poetico dell’haiku, con un progetto proposto nelle scuole, “Possiamo parlare di poesia gentile?” È stata capo redattrice de “Le voci della Luna”; attualmente è curatrice dei volumi e responsabile di redazione di “24marzo Onlus”.
Attualmente lavora a tempo pieno per Qudulibri, la sua casa editrice nata nel 2012: http://qudulibri.wordpress.com.
La sua raccolta più recente è “Filare i versi / Presti verze”, 2015.

 

Grazie a Giovanni Fierro per averci ospitato su Fare Voci – Giornale di Scrittura.
Potete leggerlo ogni mese qui: Fare Voci

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