Macerie

Macerie –
come ricordi,
di giorni di risa.
Duplice animo distorto,
estremi d’ombra
ai capi sgualciti d’una fune in fiamme…
è casa ora,
un bianco corridoio di quadri storti
dove malfermi rimbombano i miei passi.
E in quell’armadio chiuso,
intatte e mute restano le melodie
d’una cornice spezzata…
fra deserti di nero vetro
sono le speranze a fiorire insonni.

 

GRS

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