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Cocoon.

Avevo una scatola, colma di ogni taglio e farfalla – ogni piuma ed ematoma ho voluto riporvi, l’ho sepolta viva sotto l’azzurro che resta. Ma la memoria delle nuvole non sa fermarsi, ha scoperchiato il cielo come la marea riporta il fango – forse il gioco è nell’attesa di una breccia: esumare un involucro, trovarlo […]

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Alessio

Stamattina in auto mi hai chiesto la natura delle nuvole – ho detto, “Alessio, le nuvole a mamma piacciono tanto!” e dopo quasi nessun silenzio mi ricordi che in fondo non so niente: “Sono fatte di zucchero – zucchero filato”. [GRS] [E ha poi aggiunto: se andiamo in montagna ci restiamo appiccicati dentro!]

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Marabitudine

Sei marea e ti ritrovo – nell’abitudine dell’onda di andare e tornare, lasci conchiglie a queste mani imbastite dai venti. Ne farò ghirlanda incisa sul seno, a ricordarmi che la mia invidia è per le nuvole – d’altronde sai, è ancora qui l’azzurro che conta: il tuo mare che sale, il mio cielo che resta. […]

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Foglia

Oggi (come ieri) guardo il cielo, penso che in fondo sono foglia lasciata sul sentiero – uguale colore e la stessa spoglia nostalgia delle nuvole. [GRS]

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Materia

Ho raccolto la terra che sono, l’ho inscatolata, pressata in cartoni umidi di fondi – dal mio lato della notte vedo la scadenza dei lampioni, consumati a regger l’azzurro anche quando si fa nero. Così oggi ancora so di esser materia pesante – come la poiana è per il volo, io sono di gravità radice […]

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Tabernacolo

Nel dire “di te non mi fido” sei veloce, gli spazi stretti come il bimbo alla bugia – ma è la notte che fa del tuo corpo un testimone e del mio ventre il tabernacolo. A mietere attese ho imparato ascoltando la poiana vestire il cielo – oggi so leggere le tue spalle quando mi […]

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“In cosa credi?”

Ho posato le parole sul comodino. Sul divano, quando chiedevi “in cosa credi?” e ti dicevo che ad andare scalzi ci si fida della Terra – sul cartone (nudo di piedi) il dizionario di un bambino. Ho lasciato le scarpe alla salita dei colli, anche oggi che resta il gallo a filare i venti e […]

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Burja

A sorsi godo delle nuvole – ti ho nel vento d’increspatura sottile, non mi fido delle spalle quando (a sostare dopo gli atti) denudano tracce e rigurgitano sale, ma qui la schiena storta è la mia che si scioglie di notte mentre bora ride alla finestra nel breviario del bianco. Ad ascoltare quel corpo avresti […]

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Gabbie (di sera)

Mi sono chiusa dentro la sera, acciambellata nella forma della luna a fare di un tempo un’abitudine – ho ascoltato i tulipani dirmi le strade del vento e gli incroci delle api, ma il profumo è solo bugia di luce e il cuore digerisce la solitudine se il sole si ricorda di sorgere – dove […]

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