Assenzio

In epigrammi di vetro
perdiamo, vuoti,
le nostre storie d’amore.
Trasformo dubbi in certezze
alla luce di notti rosse di luna,
tenui colori d’ombre
rimodellano sogni e abbracci.
E nevica, sul mare distante,
mentre forme di sabbia stillano
dolci gocce d’assenzio.

 

GRS

I giorni del Cervo bianco – Gaia Rossella Sain

L'antro delle Muse

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Cornici di specchi

Cornici di specchi
su rami di bianche betulle,
hai appeso fermi
ricami d’arazzi
dove le ombre toccano il cuore…
paesaggi d’alabastro
nella neve d’agosto.

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Tele di Carta Stagnola

Si sciolgono
nella notte arsa
-in crude fiamme avvolta-
stelle come lacrime d’argento.
Minano il cielo
i luminosi petali stanchi
d’avverso tempo distorti,
spenti e costretti su spazi stranieri
dove soffocano avidi sospiri.
Solidi restano i bagliori
di luce soffusa sulla pelle chiara,
alle carezze del vento
cedono i pensieri fragili d’oggi
e del domani albeggiano
vaghi progetti
dipinti su tele di carta stagnola…
Così rime d’acciaio si piegano
a ritmi d’avorio –
bianco inneggia il profumo
d’un semplice velo da sposa,
mentre innamorate
volgono al Sole gli occhi le rose.

 

GRS

Il mestiere di vivere

Una beffarda legge della vita è la seguente: non chi dà ma chi esige, è amato. Cioè, è amato chi non ama, perché chi ama dà. E si capisce: dare è un piacere più indimenticabile che ricevere; quello a cui abbiamo dato, ci diventa necessario, cioè lo amiamo. Il dare è una passione, quasi un vizio. La persona a cui diamo, ci diventa necessaria.

Cesare Pavese, Il mestiere di vivere, 1935/50 (postumo 1952)

Il Falco e il Palloncino

 

Risuona lassù,
in bilico fra le morbide nuvole,
l’intensa melodia dei sogni tuoi più veri…
distante sempre e ancora,
dalle verdi sfere terrene
dove docilmente dormono
le mie lunghe attese.
Ti vedrò raccogliere il sole
con le tue nere ali,
– io come un solitario
bianco palloncino
che ha troppo osato nelle altezze,
a cercare il tuo volo
di fascino irraggiungibile –
e quando infine
stanchi
si consumeranno i nostri momenti,
saprò che sarai giunto,
lasciandomi indietro.
E in pianto, gioirò.

 

GRS

Ritrovami.

Sentieri d’incenso
divisi da ombre e percorsi,
tracce di sole nascoste
dove la luce confonde
il profumo del mirto
e il sapore del melo selvatico…
Frammenti,
paesaggi dispersi in capricci infiniti
di amanti indecisi.
Lascia l’orgoglio e i ricordi
all’angolo oscuro di uno sfumato passato,
tu che conservi cimeli di ieri
sopra attimi nitidi d’oggi…
o anche noi perderai,
fra i quadri impolverati
e le immagini a matita.
Chiaroscuro d’artista alle pareti,
memorie d’allora…
ed ecco sfugge adesso
il rosso sentore d’assenzio.
Ritrovami con dolcezza,
riguardami con occhi
nuovi – puliti.
Riscopri il nero,
il bianco ancora.

 

GRS

Liquirizia

Solo negli occhi restano voci,
canzoni d’albe
e trecce d’autunni…
Ali fra i campi vestiti di grano,
l’oro profuma di guerre
all’ombra dei colli.
Un ramo di liquirizia,
radice – impasta la bocca…
il premio ai folli
che in amore gioirono.

 

GRS

Angoli sereni.

In te trovo
tiepidi angoli sereni
dai sottili contorni smussati
in cui – come nave
affaticata dai deliri di molti-
alfine approdare,
dove silenti vibrano voci
e nascono parole,
statuarie nel cuore.

 

GRS

Emozione.

È l’emozione
nell’incontrare pensieri
raccolti da un mare di muti cipressi,
negli occhi che sfiorano
le cime vestite di neve…
e dopo quella pioggia
che odora d’abitudine
eppur profuma di casa,
il tramonto
è un abbraccio
di nuvole e arcobaleni.

 

GRS

Foglie morte.

Lievi appassiscono,
quasi dimenticate,
lacrime perse – abbandonate
nelle acque del tempo.
Come mute foglie
avvizzite – ora
ondeggiano
accarezzate dai sospiri del vento.
Crescono e muoiono,
solo illusioni
nei rossi colori d’autunno.

 

GRS