Tabernacolo

Nel dire
“di te non mi fido”
sei veloce,
gli spazi stretti
come il bimbo alla bugia –
ma è la notte
che fa del tuo corpo un testimone
e del mio ventre il tabernacolo.

A mietere attese ho imparato
ascoltando la poiana vestire il cielo –
oggi so leggere le tue spalle
quando mi addormenti,
in questo lenzuolo di nuvole
dove azzurro
è il mio seminare,
dove il volo
è equilibrio
fra presenza e silenzio.

[GRS]

2 thoughts on “Tabernacolo

  1. Piaciuta tantissimo anche questa.
    Sei molto brava, complimenti.
    Tornerò più spesso a trovarti (a recuperare il tempo perduto; che è sempre un bel mestiere).
    Paolo

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